Archivio Tag: Marketing

dati-ecommerce-2019
nov 28

E-Commerce: Dati e Previsioni in Italia per il 2019

Prendi un’azienda con clienti E-Commerce in Italia che fatturano da 100 mila a 12 milioni online e che vendono nel mondo. Analizza i trend delle vendite online di tutti i clienti. Verifica cosa è successo ai loro siti nel 2017 e 2018 in termini di statistiche, indici di conversione e dati vari presi non solo dalle analytics ma anche dai loro ERP o gestionali e prevedi le tendenze! Cosa ci diranno le statistiche e-commerce del 2019?

Questi gli obiettivi che ci siamo dati visto che siamo a fine novembre, il black friday è già passato e stiamo volando all’ultimo grande evento delle vendite on e offline: il Natale. Tempo di analisi dati, tempo di analisi predittive, vale a dire: tempo di previsioni di vendita degli e-commerce nel 2019. Cosa succederà?

Il Made in Italy è un brand potente. Peccato che gli imprenditori continuano a guardare il mondo dallo specchietto retrovisore perché secondo i dati di Casaleggio, tanto per citarne uno o di Roberto (Liscia) del Netcomm gli spazi sul web ci sono e sono straordinari. Le crescite ogni anno a due cifre. Negli USA il valore delle vendite online ha superato il valore delle vendite offline e Amazon USA ha superato il 50% delle vendite online complessive.
Prima di parlare di statistiche e-commerce nel 2019, analizziamo i dati dell’anno in corso.

Cosa è successo nel 2018?

Intanto quest’anno in occasione di fiere ed business match ho incontrato i responsabili marketing di molti brand famosi. Mentre io parlavo d’Intelligenza Artificiale, di Digibot, di software che fanno i personal shopper, a casa italia ci chiediamo ancora se sia il caso d’investire, gli imprenditori chiedono un ROI entro il primo anno e complessivamente abbiamo completamente perso di vista gli obiettivi.

Nel frattempo il primo quarter di Adidas e gli acquisti di moda italiana sono saliti del 28%, con un 65% dovuto all’export. Sto parlando di Moda un settore nel quale un tempo non ci credeva nessuno tranne pochi illuminati. Guardando i valori in Borsa e confrontando i ricavi attesi la classifica dei big è: Asos, Zalando Ynap (Yoox Net a Porter), Showroomprive.

Nel beauty l’incidenza degli acquisti via app è raddoppiata in un anno: siamo al  24%. Ma ci sono ancora brand (anche fra i nostri clienti) che non credono nelle app ma, sempre a dimostrare che in Italia siamo strani, noi abbiamo un ottimo case history di un cliente la cui app, in un anno, è stata scaricata da 60.000 utenti. Lo shopping online della cosmetica è cresciuto di oltre il 25%. Sono 4,7 milioni gli utenti stimati, che saliranno al 17,2% entro fine anno. Gli uomini sono responsabili del 50,5% degli acquisti dei 323 milioni di euro spesi online.
Solo due anni fa invece oltre il 65% degli acquisti era effettuato da un pubblico donna.
In questo settore si è capito che la parole d’ordine (o la frase chiave) è: integrazione fra offline e online. Strano! ;-)

Nell’arredamento le vendite online sono pari a 900 milioni di euro secondo le ultime stime rilasciate dal Politecnico+Netcomm. Tasso di penetrazione del 5% ed è cresciuto del 31%. Certo 900 milioni sono pochi rispetto ai 4 miliardi dell’informatica/elettronica, o ai 2,5 miliardi di euro dell’abbigliamento.

Turismo: l’Italia è la nazione più cercata nel web ma la quinta destinazione dopo Francia, Usa, Spagna e Cina. L’88% dei turisti italiani cerca informazioni pre viaggio. L’82% prenota o acquista online. 55,3 miliardi di euro sono il totale di transato di cui il 20% è completamente digitale.

Infine Groocery, ristorazione ed enogastronomia che sono ancora il nostro fanalino di coda rispetto agli stranieri hanno registrato un +37%. Il mercato valeva 812 milioni di euro. Si può sicuramente fare meglio anche se l’Italia è un po’ terra di conquista per il food delivery. Foodora, Glovo, Just Eat, Deliveroo, Uber Eats al momento la fanno da padrona.

Dati E-Commerce Italia 2019: le mie previsioni

Ovviamente i dati Ecommerce del 2019 non li abbiamo. Io mi aspetto almeno un +15%. Ti spiego il perché!
In Italia conosciamo le parole chiave che decreteranno le vendite del prossimo anno. Nel fashion: personalizzazione e click & collect. Nel food: delivery, logistica, click & collect. Nell’arredamento: consegna e assortimento. Nel beauty: personalizzazione e fragranze. Nel turismo: intelligenza artificiale, vacanze esperienziali, motori di comparazione, all inclusive.

Poi si parla di Geoblocking, l’armonizzazione dell’Iva, il dynnamic pricing, quello adottato dalle compagnie aeree low cost. Mi aspetto ad esempio che i tedeschi o gli olandesi comprino dai siti italiani dove costa meno. Mi aspetto che i prezzi dinamici e l’analisi dei prezzi della concorrenza tramite algoritmi e automatismi possano avere un forte impatto sulle vendite. Più persone comprano e si abituano e più compreranno.

Parliamo di dati ee-commerce 2019 in Italia e di vendite. Ho analizzato le statistiche di numerose aziende anche quest’anno. Faccio degli esempi: strumenti come Google Flights e Skyscanner per le compagnie aeree hanno indici di conversioni superiori al 10/15% Negli oligopoli come i parcheggi aeroportuali i tassi di conversione sono impressionanti rispetto all’elettronica di consumo o alla vendita dei libri. In alcuni casi superiori al 25%.

Certo se tutti vendiamo le stesse cose, con gli stessi tempi di consegna, alle stesse condizioni, con gli stessi gateway di pagamento allora il valore aggiunto sarà sempre il prezzo. In Italia pochi conoscono il marketing. Ieri in treno un mio vicino di posto spiegava ad un militare (il motivo non lo so) le basi del marketing. Io stavo progettando un nuovo sito. Mi sono fermato ad ascoltare la lezione gratuita. Questo consulente (con tanta tanta esperienza) diceva e pensava le stesse cose che pensa un qualsiasi consulente marketing: non ci sono vendite se non hai un piano strategico. Inutile piangere sui dati, il web marketing non esiste se prima non hai pensato al marketing.

Vuoi aumentare i tassi di conversione?

La user Experience ti dice qualcosa? I testi che descrivono i prodotti? I commenti dei clienti hanno provato il prodotto e offrono gratuitamente i consigli per gli acquisti? Hai mai visto cosa fa Amazon? Hai mai usato Booking? Mentre tu stai guardando la tua camera d’Hotel contemporaneamente un tizio sta guardando proprio ciò che stai guardando tu e qualche minuto fa qualcuno ha appena confermato per la stessa località. Robert Cialdini ti dice nulla? Non ti viene l’ansia? Ma nel tuo sito caro produttore l’ansia non viene perché è un miracolo quando fai 50 pacchi al giorno. Perché?

Faccio formazione per Assoform, per numerose Camere di Commercio Italiane, entro in decine di aziende ogni anno. Quando parlo di programmazione mentale le persone non sanno di cosa parlo. Se spiego l’analisi predittiva mi guardano come se fossi un marziano, quando racconto l’esperienza di quel piccolo negozio della provincia che vende online 12 milioni di €uro all’anno strabuzzano gli occhi.

Le mie previsioni per il 2019 sono facili: + 15% di vendita, molti siti e-commerce in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La leva non può essere solo il prezzo. Siamo arretrati, il modello dell’e-commerce è sbagliato in Italia. Guardiamo al Regno Unito, alla Francia, alla Germania. Se vogliamo esportare dobbiamo prima imparare ed essere forti in Italia. Poi esporteremo il Made In Italy e moltiplicheremo le vendite. Il Commercio elettronico inglese è pari all’8% de PIL. In Cina è il 5,8%. In Spagna 2,7. Siamo come India e Turchia: in Italia il dato dell’ecommerce rispetto al PIL è solo dell’1,6%. Non possiamo far altro che crescere.

ott 30

Come funziona Yandex il motore di ricerca Russo? Cosa fanno le persone quando scelgono un hotel online? I commenti su Facebook influenzano Google? Quali azioni fare per il migliorare il brand su Trip Advisor?

In una Nazione come l’Italia che vive e si nutre da sempre del fattore turismo, ma particolarmente in una regione come l’Emilia Romagna con la sua rinomata riviera, la formazione dei professionisti e degli operatori del settore turistico, dovrebbe essere al quanto elevata, soprattutto in termini di web & social media marketing.

La scuola superiore dei Lions Clubs “Maurizio Panti”, organizza un corso di “Web Marketing per il Turismo”, progetto “Formazione Continua” 2013-2014 destinato a gestori di strutture ricettive, ristoranti, agenzie, tour operator, organizzazioni di promozione turistica, studenti universitari e ad operanti nel settore della comunicazione turistica.

L’intervento formativo si pone l’obiettivo di creare e migliorare le competenze dei partecipanti per:

 

  • l’analisi del proprio contesto competitivo e di mercato;
  • la progettazione di una strategia di social media marketing finalizzata a catturare l’attenzione e fidelizzare le relazioni con il mercato;
  • l’implementazione e la gestione di una efficace e corretta relazione evoluta online tra azienda e turisti.

Attraverso la collaborazione e partecipazione in aula di noti esperti del settore, quali la Dott. ssa Lara Badioli, Dott. Gianfranco De Gregorio, Prof. Michele Martoni, Dott. Danilo Pontone, Dott. Robi Veltroni, Dott. Lorenzo Succi, Dott. Massimo Tegon (di Marketing Informatico) e il responsabile didattico Dott. Franco Bompani, potrete interagire e confrontarvi in maniera diretta con loro durante le ore di formazione.

Il corso è diviso in due moduli, dal marketing classico al web marketing e i social network per il turismo.

MARKETING INFORMATICO venerdì 15 novembre 2013

Nella seconda lezione, Venerdì 15 novembre dalle 15.00 alle 18.00, Massimo Tegon di Marketing Informatico, tratterà l’argomento SEO e SEM : come costruire un sito internet ottimale per le aziende turistiche.

Questa lezione darà nozioni utili ad ottenere visibilità online, nazionale e internazionale, utilizzando i meccanismi classici di ricerca nei motori quali, Google, Yandex (Russo), Yahoo e Bing. Seguendo alla lettera i suoi consigli i partecipanti potranno, in modo autonomo, ottimizzare, posizionare e promuovere il proprio sito internet in modo ottimale, attraverso le keyword “più performanti e azzeccate”.

feb 19

Come posso aumentare le vendite del mio ristorante, pub, bar?
Si possono usare alcune semplici regole che, per chi fa marketing, sono la base di qualsiasi strategia? Qualche anno fa ho conosciuto la Domenica ed oggi ho deciso di raccontare la sua storia. Lei come molti italiani ha deciso di cambiare vita, andarsene dall’Italia e incominciare una nuova avventura. E come fanno in tanti ha colto una piccola occasione (un conoscente che aveva già fatto questo passo) e si è spostata: dalla nebbiosa valpadana alle soleggiate isole Canarie.

vendite-ristoranteCome molti nostri connazionali, dopo un’esperienza di lavoro come dipendente (per capire come funzionano le cose e imparare bene la lingua locale) la mia amica Domenica,  finalmente, è riuscita a coronare il suo sogno: aprire un’attività tutta sua nel segmento della ristorazione (un classico per gli italiani che vanno a vivere all’estero in una zona in cui si vive di turismo) e così ha aperto il suo locale: un wine bar!

Questo articolo (che è una storia vera) nasce dopo avere trascorso con lei molte serate sorseggiando vino e/o ron miel e parlando di come un  imprenditore della ristorazione possa sfruttare il marketing per aumentare le vendite di un ristorante, di un pub o di un bar!

Se hai un locale fai tesoro di queste semplicissime regole che aumenteranno le vendite e il successo della tua attività.

8-O OCCHI APERTI PRIMA DI APRIRE

Per aprire un’attività bisogna considerare tutti i fattori negativi e positivi. Vantaggi e svantaggi si mettono su un asse cartesiano e ci servono a visualizzare bene la situazione. Fondamentale capire quanto bisogna investire, in quanto tempo e in quale modo per poter rientrare dell’investimento. Chi apre un’ attività come bar e ristoranti non calcola ad esempio quante persone devono entrare nel locale ogni giorno e quanto ogni cliente dovrà spendere per poter permettere al titolare di generare dei margini (il margine è la differenza ricavi – costi). Solo un calcolo preciso mi permette di capire se riuscirò a sopravvivere con il capitale che ho messo a disposizione per lanciare la mia attività.

:P  COME TROVARE I CLIENTI

Quando apro un locale nuovo devo poter calcolare quanto la zona in cui apro possa fungere da catalizzatore di clienti potenziali. Mi spiego meglio! Se apro lontano dal centro avrò bisogno di una qualche attività pubblicitaria affinchè le persone mi possano trovare, se apro invece sulla main street le persone comunque passeranno davanti alla mia vetrina. In pratica se apri l’attività nella strada principale (dove il costo dell’affitto è più alto) la strategia sarà di tipo A (basata sulla potenzialità della zona), se invece apri in una zona in cui non passa nessuno ma l’affitto è basso la mia strategia sarà di tipo B (basata sulla diversità della mia offerta, sul passa parola, sulla pubblicità locale, sulla pubblicità in internet, sulla presenza in social come foursquare). L’investimento quindi deve tenere conto quindi non solo del locale ma anche dei clienti potenziali ovvero di quante persone passeranno davanti al locale tutti i giorni altrimenti la mia attività sarà destinata a fallire.

:D COME CONVERTIRE IL PASSAGGIO IN VENDITE

Quanti passsano davanti alla vertrina e quanti entrano nel mio locale? Questo calcolo che nel web marketing chiamiamo conversoni ci serve a comprendere di quanto passaggio abbiamo bisogno (per passaggio intendo il numero di persone che passano davanti alle vetrine della mia attività) per generare i famosi margini di cui sopra. Per aumentare le conversioni, in internet usiamo le esche interattive mentre per i locali quali bara, pub e ristoranti possiamo usare i “buttadentro” o pr che in strada cercano di convincere i passanti ad entrare nel locale. Se il locale è in una zona di passaggio stradale (automobili, camion, ecc) sarà necessario invece mettere dei cartelloni prima del locale in modo che le persone abbiano il tempo di valutare la possibilità di fermarsi e/o di trovare facilmente il locale.

:evil: CHI SONO I CONCORRENTI?

Chi sono i miei concorrenti? Se nel mio pub oltre che a bere si può anche mangiare e alle Canarie è un classico, vista la tradizione dei tapas (stuzzichini e assaggi di cibi vari) allora i  miei concorrenti saranno tutti coloro i quali danno da mangiare alle persone: ristoranti, pizzerie, kebabbari, e naturalmente tutti gli altri pub, bar e wine bar che esistono da prima della mia apertura.

:lol: SONO DAVVERO SPECIALE?

Perchè le persone dovrebbero entrare da me anzichè dal mio concorrente? Cosa offro di diverso, unico, speciale e caratteristico ai miei clienti? Questa è una regola di mercato fondamentale e anche se il marketing si basa sulle percezioni e non sui prodotti (o servizi) ogni imprenditore dovrebbe chiedersi quale possa essere il suo valore aggiunto percepito. Non voglio entrare in merito al discorso delle percezioni e quindi lo semplifico con un semplice esempio: la differenza fra un Iphone e il resto degli smarphone è la percezione del valore che il possessore di Iphone prova nel possesso di tale telefono. Perchè quindi entrare nel tuo locale piuttosto che in un’altro?

♂ ♀ CHI E’ IL MIO CLIENTE?

Chi è il mio cliente? Se il mio cliente è rappresentato da più persone (un classico di chi va a mangiare fuori) devo tenere conto delle esigenze del gruppo. Se il mio è un wine bar dovrò comunque calcolare che ci saranno delle persone all’interno del gruppo che il vino non lo bevono e preferiscono la birra alla spina o la coca cola! Quindi la mia offerta dovrà comunque essere variegata e la focalizzazione troppo spinta (o iperfocalizzazione)  in certe situazioni sarà controproducente. Se offro da mangiare dovrò tenere conto che la percezione del cliente si baserà non solo sul mangiare ma anche sul bere. Molti locali infatti dimenticano che il piacere del mangiare è dato dall’insime delle cose. Il cibo è ottimo ma il vino è terribile! In questo caso il pasto risulterà poco gradito e il cliente attento al vino e quindi disposto a spendere una cifra più alta eviterà di tornare.

♫ CHE MUSICA SI SENTE?

Che musica si sente nel mio locale? E’ troppo alta? E’ troppo bassa? E’ adeguata al target? Un fattore fondamentale tenuto poco in considerazione è la musica. Ci sono locali nei quali non si riesce a parlare e locali nei quali il sottofondo musicale è sbagliato rispetto al contesto. La musica produce un effetto su tutti gli esseri umani e può essere fonte di calma o di nervosismo. Esistono numerosi studi sugli effetti della musica nei centri commerciali, luoghi nei quali le persone entrano numerose e acquistano. Da alcuni studi emerge che la musica ha un effetto sul numero di acquisti effettuato dalle persone. Oltre al tipo di musica poi bisognerà tenere in considerazione la qualità del suono. Ci sono persone come me, che la PNL chiama auditivi, molto sensibili ai suoni e per le quali la qualità è fondamentale. Una cosa che personalmente odio è la televisione accesa. Io sono uscito per stare in compagnia e fare 4 chiacchiere non per fossilizzarmi davanti alla TV. A meno di eventi imperdibili (mondiali di calcio e cose similari) eviterei nel locale di tenere sempre accesa la tv.

8) COSA FACCIO VEDERE?

Quali merci esponi? Cosa esponi nel tuo tuo bar, pub, ristorante? Com’è fatto il tuo menù? C’è tutto? E’ tradotto in più lingue? Spesso ci dimentichiamo che vista e olfatto hanno un’influenza molto forte sulle persone. Ci sono dei locali che sono fantastici nella presentazione dei loro piatti e camerieri che sono veri e propri showman. Altri locali che sono davvero tristi, con menù unti e con personale inetto! Ieri sera sono stato a cena con amici e non era assolutamente mia intenzione prendere il dolce. E nessuno degli amici aveva l’intenzione di farlo. Poi il titolare è passato al nostro tavolo con una teglia piena di tiramisù appena fatto. Qual’è stato l’effetto? Abbiamo preso tutti il dolce! Che favoloso uomo di marketing ho pensato gustandomi la mia porzione!

:idea: REGOLA DEL CAMIONISTA

Questa regola si può anche chiamare la regola del camionista! Quante volte siamo passati danvanti ad un ristorante il cui parcheggio era pieno di camion e abbiamo pensato qui si mangia bene e si spende il giusto? Ricordiamoci sempre che le persone attirano le persone e vedere fare qualcosa dagli altri stimola i nostri neuroni specchio. Pertanto se vediamo qualcuno che mangia con soddisfazione un piatto siamo portati ad imitarlo. Quante volte abbiamo ordinato in un ristorante qualcosa solo perchè lo abbiamo visto sul tavolo del commensale vicino a noi o portato dal cameriere? Chi ha piacere di entrare nei locali vuoti? Se nel mio locale le persone non tornano avranno i loro buoni motivi pertanto o sei in una zona in cui non passa nessuno oppure chiediti perchè non tornano: sicuramente perchè si sono trovati davvero male!

Autore Massimo Tegon frequentatore di ristoranti, pub e bar, studioso di marketing.

ago 31

Marketing Informatico, in collaborazione con Marketing Informatico Bologna (Cronomedia), organizza il 21 e 22 Settembre, presso il Millenn Hotel (Via Boldrini 4, Bologna) , il corso “E-Commerce Strategie di Vendita Online”.

Due giornate interamente dedicate al commercio elettronico, durante le quali si prenderanno in esame argomenti come la realizzazione un e-commerce, quali analisi fare, come controllare i concorrenti, quali sono i modi migliori per promuoverlo, ecc.
A partire da casistiche reali, gli esperti analizzeranno il mondo delle vendite online, dando consigli e suggerimenti per la gestione degli e-commerce.

La prima giornata prevede l’analisi del settore di riferimento, la scelta della migliore soluzione per qualsiasi tipo di portale di commercio elettronico e lo studio delle regole fondamentali di un progetto di successo.
Durante la seconda giornata, invece, verranno prese in esame le tecniche di promozione dell’e-commerce attraverso gli strumenti del web marketing: le campagne AdWords, Mail Marketing, Article Marketing, i motori di comparazione prezzi, tutti mezzi utili per aumentare le vendite e rendere visibile sui motori di ricerca il proprio sito.

Il corso è rivolto a tutte le aziende che già operano online e che vogliono aumentare il loro fatturato, e a tutte le aziende che sono intenzionate ad aprire il loro negozio online.

Il corso è tenuto da Dario Tana e Massimo Tegon, rispettivamente esperto di e-commerce ed esperto di web marketing, entrambi con esperienza che ha un’esperienza quindicennale di gestione interna di siti di commercio elettronico di medie e grandi dimensioni e promozione di portali online. Saranno presentate case history ed esempi concreti.


Per confermare la tua presenza
al corso ti invitiamo a seguire questo link: Corso di E-Commerce Bologna

Per qualsiasi informazione in merito ti invitiamo a contattarci telefonicamente al Numero Verde 800.031.945 e chiedere del Dott. D’Emilio Cristian.


I relatori:


Dario Tana è un analista programmatore e responsabile dei progetti e-commerce di Marketing Informatico. E’ un esperto di commercio elettronico che da 15 anni si occupa di seguire progetti di successo. Ha effettuato diversi seminari in Italia e a San Marino sullo stato del commercio elettronico. Fra le aziende che ha seguito Giacomelli Sport, Oliviero e, attualmente Electronics, Gruppo Euronics di San Marino. Inoltre ha collaborato con Promozione Alberghiera Rimini, Apse Camera di Commercio di San Marino e Accademia Informatica Rimini.
Massimo Tegon socio Amministratore di Marketing Informatico esperto di Web Marketing Strategico. Dal 1986 si occupa di pubblicità, comunicazione, marketing, consulente e formatore è direttore marketing di Marketing Informatico. Specializzato nell’area new business e in attività SEO. Segue i cliente direzionali e lavora con Saeco Philips, Solo Affitti, Pinguino Viaggi,Lavapiù Miele, Bose, Mokador, Prink.
lug 7

E’ possibile che un E-Commerce aumenti dell’80% il suo fatturato nel corso di una crisi economica?
Come avete fatto? Scoprilo nei corsi di formazione dedicati al commercio online.
Internet è uno strumento favoloso. Ci sono aziende, chiamate dotCom che vivono attraverso la rete, che funge da media di comunicazione, grazie ad una piattaforma chiamata E-Commerce.

L’ECommerce (alcuni lo scrivono senza trattino) è in pratica un “software” integrato in un sito internet che permette alle persone, in modo virtuale di prendere un carrello della spesa, girare fra i prodotti sistemati in scaffali “logici” chiamati categorie o macro categorie,  scegliere, andare alla cassa e pagare.

Nel corso delle attività lavorative abbiamo avuto la fortuna di “mettere assieme” un pool di professionisti unico in Italia in grado di assistere chi lavora nel segmento e-commerce o chi vorrebbe aprire il suo primo negozio internet. Grazie a questo team di professionisti e sulla base di un grande successo “commerciale online” la divisione Formazione di Marketing Informatico ha preparato una serie d’incontri formativi fondamentali per chi lavora online.

Per avere successo online ci sono tanti step. Tutti molto importanti. Alcuni sono scontati altri invece a volte sono “nascosti”! Un esempio? Uno dei momenti cruciali dell’ internet shop experience, forse non tutti lo sanno, è rappresentato non tanto dal pagamento online quanto dall’arrivo della merce. In caso dell’acquisto di un servizio, ad esempio una polizza assicurativa, o di un prodotto digitale, ad esempio  un software, tutto il processo avviene immediatamente e la shop experience è basata su alcuni meccanismi psicologici. Nel caso dell’acquisto di un prodotto, come ad esempio un abito, una cintura o un paio di scarpe è necessario invece attendere l’arrivo del corriere. In pochi attimi il momento è cruciale!

Osservare mia moglie all’apertura dei pacchi è un’ esperienza unica. Dice che non ha tempo per andare in negozio e che in particolari momenti conviene comperare. Qualche giorno fa ha comperato con molta soddisfazione le sue prime scarpe online. Mi piace guardarla mentre apre il pacco (utilizza vari e-commerce) e commenta a voce alta la sua esperienza, lo faccio per motivi professionali, è vero, ma è comunque divertente! Se dotati di una cinepresa potessimo immortalare tutti i volti delle persone all’arrivo e all’apertura dell’agognato pacco, ci potremmo dotare di una serie di case history molto utili a chi chi fa E-Commerce.

NEL CORSO DI FORMAZIONE DEDICATO ALL’E-COMMERCE imparerai non solo il web marketing ovvero gli strumenti e le tecniche internet  per promuovere l’E-Commerce ma anche i trucchi per la gestione interna del tuo commercio elettronico.

I corsi sono strutturati per due diversi livelli:

  • 1) ENTRY: è un corso di formazione ideale per chi si appresta ad aprire il primo E-Commerce (magari è abituato a vendere su E-Bay) e ha deciso di aprire il proprio commercio elettronico. I temi trattati andranno dalla scelta del nome alla gestione delle immagini, dal funzionamento di Google alle modalità per fare pay per click, dall’article marketing ai Social Network. Naturalmente insegneremo anche le tattiche e le tecniche di gestione interna: dalla mail di conferma dell’acquisto alla documentazione da allegare al pacco.
  • 2) HIGH: è un corso di formazione ideale per chi da qualche anno gestisce un e-commerce e ha un team interno fino a 10 persone. Il corso sviluppa in modo approfondito le tecniche SEO più avanzate, il Tuning delle Analyics, la gestione dei dati gestionali, la presentazione dei dati, il rapporto con i buyer, le tecniche DEm e newsletter più avanzate, le attività di Cross Selling e Upselling, le tecniche di Pay per Click, i Social Marketing, i contenuti delle schede Prodotti. Il corso è tenuto da uno staff composto da uno Stratega Marketing, uno specialista Web Marketing, un Team Leader. Ogni insegnante ha più di 15 anni di esperienza sul campo.

Oltre ai corsi di Formazione Marketing Informatico è in grado di erogare un servizio avanzatissimo riguardante la scelta del software, le caratteristiche base, l’analisi della concorrenza e una serie di servizi utili alle aziende che intendono cambiare la piattaforma E-Commerce.

Case history: l’esperienza più importante dei primi 6 mesi di quest’anno è l’aumento dell’80% di fatturato di un e-commerce che tratta molteplici categorie merceologiche. Nonostante una diminuzione del 30% delle visite (l’attività di è concentrata sul tuning dell’ecommerce) abbiamo aumentato dell’80% il fatturato.

Per informazioni contattare il numero verde di Marketing Informatico 800 031945.
Oppure puoi scrivere nel form CONTATTACI che trovi qui sotto.

feb 17

Quanto vale il Google Marketing?

Calcolare il valore dei metatag, durante un progetto di web marketing, è l’idea che mi è venuta in mente a seguito di un’analisi effettuata dopo l’ottimizzazione di una home page. Per ottimizzazione s’intende l’attività d’inserimento degli elementi base, quando offriamo il servizio di Google Marketing, che piacciono ai motori di ricerca e che si chiamano meta tag. I meta s’inseriscono all’interno delle pagine di un sito web.

In relatà tutti i siti che nascono secondo le specifiche del marketing informatico contengono questo servizio, il cui valore è spesso di difficile comprensione per il cliente che spesso paragona siti di pessima fattura (pessimi per google) con siti di altissima qualità. E’ risaputo che il cliente guarda esclusivamente ciò che vede, ovvero la grafica, dimenticando che Google invece guarda ciò che le persone non vedono: il codice.

I metatag sono in pratica delle informazioni, del codice software HTML, che sono racchiuse in questi simboli  <> e che servono per comunicare ad esempio ad un motore di ricerca alcune informazioni. I motori quali Google tengono in considerazione in particolare due elementi:  il title della pagina (il titolo) e la description (descrizione) ovvero la sintesi dell’argomento trattato nella pagina stessa.

L’attività di ottimizzazione onpage se ben fatta e studiata può portare a risultati davvero eccellenti. Ecco un esempio!

L’indagine che abbiamo sviluppato riguarda una serie di parole chiave e il numero di accessi complessivi al stio in un range di pochi giorni. Da tenere in considerazione il fatto che l’attività è stata sviluppata esclusivamente sulla home page (al momento). Quindi siamo riusciti a valorizzare, in un qualche modo, l’ “importanza di una home fatta bene”.  Ebbene il risultato è secondo me strabiliante. Naturalmente se hai altri dati in materia scrivi pure nel blog che pubblicheremo liberamente ogni informazione.

Ecco i risultati dell’indagine: l’intervallo di date è il seguente dal 26 gen al 15 feb e gli anni presi in considerazione sono il 2010 vs 2009. Quindi il paragone è stato effettuato a parità di condizioni generali, su un intervallo di tempo confrontabile statisticamente. Mi spiego meglio non abbiamo preso il mese di gennaio rispetto al mese di febbraio, come molti clienti tendono a fare, bensì lo stesso arco di tempo osservato in due anni consecutivi.

Naturalmente non posso citare il cliente nè scendere in maniera dettagliata sulle parole chiave che abbiamo “posizionato in Google” bensì posso dire che l’accesso al sito rispetto ad alcune key è cresciuto del 2.900%. Il cliente è un brand molto conosciuto in Italia e fin’ora gli accessi al sito sono stati determinati grazie al valore creato dalle campagne offline stampa, televisione e radio. Questo per dirvi che la provenienza della maggiorparte degli accessi è ancora determinata dal nome del brand. Questo per dirti che molte aziende lavorano esclusivamente sul brand dando ancora poco valore a quanto chiamiamo Google Marketing. Tuttavia, brand a parte, ed questo è il dato che voglio tramettere, le visite sono aumentate, in soli 20 giorni, del 17.91% attestandosi da 60.954 visite a 71.861 lavorando esclusivamente solo sulla home page. E questo è solo l’inizio in quanto il sito è piuttosto “vasto e ricco di pagine”.

Non posso dirvi, per ovvie ragioni,  in termine di fatturato quale sia la conversione visite/vendite, ognuno può fare questo calcolo economico in base al proprio sito, in base alla propria percentuale di conversione e in base alla bravura della web agency che ha scelto…. di truffoni ne vediamo in giro ogni giorno. Comunque, vista dal lato economico questa è la riprova che il valore dei metatag è calcolabile facilmente e che un’ottimizzazione generale e non solo della “sola home page” si può ripagare pochissimi settimane. Riprenderò in futuro quest’articolo comunicando i risultati a lavoro finito… PS: Aspetto con ansia i tuo commenti.

 

Massimo Tegon

gen 30

Nell’ultimo post abbiamo parlato del chaotics marketing. E del fatto che dovremmo essere sempre preparati ad affrontare le turbolenze. Sì è verissimo. Tuttavia c’è un altro fattore importantissimo da tenere in considerazione quando ci occupiamo di vendita e marketing.

Che si tratti di web o di marketing tradizionale sono sempre più convinto che il fattore più importante, all’interno delle aziende, siamo noi: le persone. Ogni giorno le imprese e i marketers di tutto il mondo investono soldi e tempo nel cercare di accapparrarsi nuovi clienti: campagne pubblicitarie, campagne promozionali, tessere fedeltà e qualsiasi diavoleria ti possa venire in mente pur di accaparrarti nuovi clienti. Peccato però che il marketing non sia una questione di prodotti ma sia una questione di percezioni e quindi di uomini. Qual’è la percezione che il cliente potenziale ha nel momento in cui entra in contatto con l’azienda? E quale tipo di sensazione trasmettono gli uomini che rappresentano un’azienda ai clienti acquisiti?

Prendo spunto da un episodio al quale ho assistito. Tutti vediamo lo sforzo economico per procurarsi nuovi clienti ad opera di un impresa come Sky. Promozioni, promozioni promozioni e pubblicità pubblicità pubblicità. Di tutti i tipi: dal tele marketing alla presenza “fisica” nei centri commerciali dalla pubblicità in tv a praticamente tutto…

Qual’è tuttavia la variabile che Sky non riesce a controllare? Gli uomini! Già i venditori che ti martellano appena entri nel supermercato senza nemmeno chiederti se sei già un loro cliente ai tecnici esterni che si recano dal cliente acquisito e sono deputati al montaggio della famosa parabola. Quanto ho visto mi è piaciuto poco! Senza entrare nel dettaglio e nel merito dell’episodio il modo di fare, di risolvere, il comportamento di queste persone che in quel momento rappresentano l’azienda è fondamentale.

Per noi tutti che non abbiamo la forza economica di un’impresa come Sky, comunque, vorrei ricordare che l’investimento nelle risorse umane viene prima del marketing, che la formazione delle persone viene prima del prodotto, che la variabile fondamentale nella vendita è rappresentata da chi rappresenta l’azienda ovvero le persone.

Con il web marketing siamo in grado di portarti quanti clienti potenziali vuoi, siamo in grado di realizzare fantastici strumenti di fidelizzazione, abbiamo l’opportunità di diffondere informazioni di qualsiasi tipo per vendere prodotti e aumentare i tuoi fatturati. L’unica cosa che non possiamo fare con il web marketing è entrare nella testa di chi è a capo dell’azienda per fargli capire che, anche per risondere ad una mail, ci vuole una certa professionalità e che oggi, in un mondo sempre più competitivo e turbolente la differenza la fanno ancora le persone.

Strano a dirsi per uno come me che vive di tecnologia ed è abituato a ragionare come gli algoritmi di Google o le funzioni di un e-commerce. Lo so sembra strano a dirsi, tuttavia, prima di investire nel posizionamento nei motori di ricerca o nella realizzazione del nuovo sito web sarebbe meglio investire nelle persone.

[di Massimo Tegon Dir. Marketing di Marketing Informatico]

 

gen 18

Prendendo spunto dalle ultime riflessioni Marketing che Philip Kotler e John Caslione propongono nel loro libro Chaotics Strategies (Sperling & Kupfer) ho fatto una piccola indagine nella mia cerchia di amici imprenditori e professionisti.

Mentre il 10% delle aziende locali nel corso del 2009 ha chiuso o è sull’orlo del baratro, chi come noi, è in continua evoluzione e proiettato al cambiamento continuo è cresciuto. Infatti guardando il trend di sviluppo a tre cifre, per Marketing Informatico, il 2009 è stato il miglior anno, da sempre!

Come abbiamo fatto? Seguendo il consiglio di un certo Dante… (continua a leggere … ci arrivo subito).

Kotler e Caslione nel loro libro, che ti consiglio di acquistare, pongono le basi per conoscere meglio l’era della turbolenza e consigliano il lettore nella gestione dell’impresa e nel marketing del futuro.

Innovazione, continui cambiamenti, virate, turbolenze sono le nuove “keyword” dei marketers del futuro. Chi non si adegua è condannato a soffrire. La nostra ricetta semplificata ricorre a due direttrici: fidelizzazione continua e new business alla massima potenza. Ecco alcuni spunti: iniziare a selezionare i clienti migliori, trasformare il cliente in partner, costruire relazioni di lungo periodo, da un lato. Dall’altro cercare continuamente nuovi clienti potenziali facendosi trovare, utilizzando come media preferenziale il web.

Tutti noi siamo clienti di qualcuno e tutti noi preferiamo comperare. In rarissime occasioni qualche sirena è in grado di persuaderci. L’era della televisione, come strumento di comunicazione di massa, è finita. Per questo motivo il fornitore potenziale dovrà farsi trovare nel momento in cui io, cliente potenziale, ho la necessità di acquistare o nel momento in cui io, cliente potenziale, sto cercando informazioni. Quel luogo, in tutto il mondo, domani si chiamerà ….oggi si chiama internet.

Marketing Strategies: farsi trovare, diffondere informazioni corrette, sapere ascoltare e rispondere alle domande ci permette di crescere e di mantenere i nostri clienti. Questa è la ricetta semplificata: attivare i 5 sensi del marketing!

Fare business non significa andare in guerra, come si credeva un tempo, fare business significa costruire relazioni, offrire prodotti e servizi elevati a prezzi accessibili, costruire delle differenze rispetto ai concorrenti, basta con i prodotti mee too tutti copiati e in serie, è necessario “fare ruggire la propria mucca viola”, costruire oceani blu, capire che qualcuno ha veramente spostato il mio formaggio.

Come dicevo qualche riga fa la nostra ricetta migliore è stata quella proposta da un tale Dante Alighieri che qualche centinaio di anni fa scriveva: “chi si ferma è perduto mille anni ogni minuto” e mai come oggi una frase potrebbe essere così azzeccata.

Se il mondo cambia e tu stai fermo è normale che gli affari crollino! Mai e poi mai potrei pensare di mettere su un business per costruire telex al giorno d’oggi. I più giovani non lo ricorderanno ma il telex è il papà del fax o il nonno delle mail! Eppure c’è qualcuno che ritiene che ciò che funzionava un tempo continuerà a farlo anche un domani.

Bè ognuno di noi può credere a qualsiasi cosa, lungi da me utilizzare tecniche di persuasione per farti cambiare idea. Fatto sta che nel regno della turbolenza il mondo continuerà a mutare: ogni giorno una notizia scuote i mercati. Cosa possiamo fare?

Prendere saldamente il timone della propria attività e imparare a muoverci sulle onde più alte del mondo… Imparare a virare per evitare di prendere le onde dal fianco oggi è come dire fondamentale!

Caro collega, benvenuto nel mondo del cambiamento: l’era della turbolenza è appena iniziata!

Che il Chaotics Marketing sia con te!

[di Massimo Tegon Dir. Marketing di Marketing Informatico]