Twitter: le aziende online a rilento

Su Twitter latitano le aziende. Strano ma vero, meno aziende di quanto si pensi utilizzano Twitter per promuovere i loro prodotti. Un nuovo sondaggio fatto a 360° conferma quanto detto. In una recente pubblicazione dal titolo Twitter & the Consumer-Marketer Dynamic è stato scoperto qualcosa di veramente nuovo e sorprendente.
Il rapporto stabilisce tre conclusioni fondamentali:

1.    Twitter è principalmente per le persone, non  per le aziende:

- oltre il 90% dei tweets provengono dai consumatori
solo il 12% dei tweets dei consumatori parla di un brand
– quando qualcuno parla di un marchio su Twitter, molto probabilmente sta citando anche un Social Network (22% di menzioni), o si tratta di divertimento (17%) o di una marca di tecnologie avanzate (17%). I marchi top menzionati su Twitter sono Twitter stesso, i prodotti della Apple e di Google.

Il problema sta nella definizione del marchio di consumo vs il brand. Questo confronto a due però non sembra rappresentare l’idea d’impresa vs consumatore. Il rapporto precisa:

“Trecentosessanta analisi, più di 1.800 tweets pubblicati tra il primo ottobre 2009 e 31 marzo 2010. Ovviamente non conteggiando lo spam, del tutto rimosso”

Qual è considerato spam? Forse un gran numero di tweets di stampo “marketing” provenienti delle aziende e indirizzati ai consumatori. Poiché l’indagine continua a “definire” la rappresentazione del marchio, si deve presumere che l’obiettivo della presente relazione è quello di esaminare l’uso di Twitter per il marketing delle grandi aziende e non delle piccole e medie imprese.

Un altro elemento che può distorcere i dati è la frequenza. Ci sono persone (consumatori) che lasciano cinquanta tweets l’ora come parte di una intera conversazione con gli amici.  Le aziende, ovviamente, non hanno lo stesso trend: si tratta di pochi tweets al giorni che ovviamente non mantengono il passo con la frequenza degli utenti.

2. Twitter rende privato lo spazio pubblico:

- 94% dei tweets sono personali
- 92% degli utenti rende i tweets pubblici a tutti
– 85% dei tweets riflettere contenuti originali, non copiati.

Fin qui nessuna sorpresa. La maggior parte delle persone, secondo questi dati, non ha nessun problema quando si tratta di inviare un messaggio su Twitter e non sembrano curarsi di chi li legge.

3. Le aziende tendono a parlare agli utenti e non ad altre imprese:

- il 43% dei tweets dei consumatori è di conversazione e di risposta agli altri utenti
– solo il 12% di tutti i tweets di marketing dimostra dialogo attivo con i consumatori
– solo l’1% dei consumatori che cita una marca durante la propria conversazione

Quanto scritto è facile da constatare, basta analizzare la frequenza dei tweets. La maggior parte delle aziende non ha il tempo o il denaro per portare avanti questo tipo di conversazione. Cosa ne pensi? Le imprese dovrebbero cercare di emulare le abitudini dei tweets del consumatore al fine di adattarsi? Oppure dovrebbe esserci una netta linea di demarcazione tra il comportamento delle imprese e quello degli utenti nel marketing sociale?

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