Comunicare nell’era digitale. Principi e Case History del Marketing Virale o Marketing non Convenzionale

L’era digitale ha mutato radicalmente la mente dei consumatori e il mercato del XXI secolo richiede quindi un nuovo modo di pensare e di agire.

Nel 2015 possiamo affermare che i social network sono tra i canali di comunicazione più utilizzati al mondo.

Dati statistici, confermano che il 60% degli italiani accede regolarmente a internet, e gli account attivi sui canali social sono oggi 28 milioni (22 milioni accedono da dispositivi mobile).

Per operare nella nuova era digitale occorre un nuovo modello di marketing strategico e operativo, inserite nel filone del cosiddetto “marketing non-convenzionale”.

Si tratta di tecniche che comunicano la marca facendo partecipare il consumatore in prima persona, ora con il fattore emotivo e viscerale del guerrilla marketing, ora attraverso il sentimento di comunità con il marketing tribale e infine grazie all’apporto della sensorialità con il marketing esperienziale.

In passato anche alcune campagne pubblicitarie riuscivano a colpire i consumatori, tanto da creare un ricordo spontaneo della marca ancora oggi molto forte. Come dimenticare gli spot di Magan Gale per Omnitel o la canzone della imperdibile pubblicità di Natale Bauli.

Le nuove tecniche di marketing invece, sfruttano in particolare il passaparola.

È un metodo antico ma sempre efficace, ed oggi lo è ancora di più grazie al potere di Internet.

Blog e social network, generano un world-of-mouth tra le persone, che diventa “virale” e può condizionare le decisioni di un’azienda.

Si tratta in sostanza di tecniche che a differenza della pubblicità classica (above the line) consentono di ottenere un risultato abbastanza immediato e senza l’ausilio di grandi investimenti.

Il guerrilla marketing punta a colpire facendo leva sull’emozionalità, attraverso una campagna veloce ma che resti impressa per aver creato forti sensazioni di stupore, colpendo il consumatore nei momenti e nei luoghi in cui non è attiva la sua “advertising consciousness” (come accade invece con radio e tv), quando cioè le sue difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono abbassate.

Gli attacchi di guerrilla generano spiazzamento, lo spiazzamento produce passaparola, il passaparola si diffonde in maniera “virale” nella popolazione. E la diffusione virale garantisce notorietà al prodotto.

Secondo le ricerche di marketing il 68% delle persone consulta amici e parenti prima di acquistare elettrodomestici e più della metà usa motori di ricerca per trovare informazioni sui prodotti.

Da questo presupposto, l’importanza del passaparola e delle opinioni di chi ci sta vicino, si delinea il concetto di marketing virale.

La Blendtec è una azienda produttrice di frullatori, il cui fondatore Tom Dickson, nel 2010 ha avuto un idea brillante per farsi pubblicità.

Per far conoscere i suoi prodotti infatti, ha deciso di accostare il nome della azienda a un brand molto più forte e conosciuto come Apple.

I bizzarri video che circolano su Internet, che hanno il titolo di “will it blend?” (si frullerà?) vedono Dickson alle prese con un frullatore nel tentativo di tritare prodotti come Iphone e recentemente anche Iphone 4 e Ipad, con lo scopo di dimostrare quanto siano potenti i frullatori Blendtech.

Effettivamente il risultato è stato ottenuto perché già nel primo video Dickson distrusse un Iphone lasciando tutti sbigottiti.

L’effetto principale che ha portato questa strategia è stato quello di far diffondere le conversazioni intorno al nome della azienda, tramite i social network, a livelli inimmaginabili.

La campagna di McDonalds (maggio 2011) è nata dall’ ”out of home”(all’esterno), per poi diventare un fenomeno virale.
Sono state inserite delle immagini nei vari schermi LED di Picadilly Circus a Londra dove scorrono immagini personalizzabili dai passanti.

È possibile infatti scattare fotografie divertenti con un mazzo di rose, una scritta, dei pesi da palestra e condividerle nei maggiori social network (come Flickr e Youtube).

Il processo virale quindi si è originato dalle condivisioni online di queste scenette divertenti, che invitano anche i passanti a cercare il McDonalds più vicino.

La rivoluzione più evidente del marketing virale è data dal fatto che è il pubblico a fare la distribuzione. Si tratta quindi di colpire una persona per arrivare centomila.

Il caso Coca Cola e Mentos è particolarmente “estremo” perchè non solo è stato distribuito dai consumatori, ma è nato proprio da essi.

Il fenomeno virale è infatti partito da due ragazzi che hanno ripreso un loro esperimento in cui innescano una reazione fisica con la combinazione di Coca Cola light e delle caramelle Mentos.

L’effetto è sorprendente e suggestivo tanto che il video comincia a circolare su Internet senza freni.

Numerosissimi ragazzi ripetono l’esperimento e il fenomeno viene citato anche fuori dal web, in trasmissioni televisive e sui giornali, soprattutto in seguito al tentativo di entrare nel Guinnes dei primati.

Il risultato prodotto da questa campagna nata “dal basso” è stato molto significativo.

Se inizialmente Coca Cola decise di denunciare i due ragazzi per danno all’immagine del prodotto, in seguito ritirò le accuse e Mentos ha potuto migliorare la propria visibilità nel mercato USA, dove la marca di caramelle non godeva di grande notorietà.

Infine, come ultimo caso, presentiamo la campagna “virale” del Mulino Bianco.

Le grandi lettere iniziali, posizionate sul packaging del mulino bianco, ha attirato a tal punto l’occhio delle persone, che esse, trovandosi di fronte agli scaffali dei supermercati, si divertivano a riordinare le confezioni per formare delle parole giocose.mulino

Ad un certo punto, dato il via a questo “gioco”, i più attivi sui social network, cominciarono a scattare delle foto e condividerle sui propri profili, scaturendo una reazione a catena e dando via ad un meccanismo virale eccellente.

 

Condividi:

Written by

Marketing Informatico è un'agenzia web specializzata nell'aumento delle vendite per i propri clienti.

Tu cosa ne pensi? Inserisci il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>