Il Chaotics Marketing e il web 2.0

Prendendo spunto dalle ultime riflessioni Marketing che Philip Kotler e John Caslione propongono nel loro libro Chaotics Strategies (Sperling & Kupfer) ho fatto una piccola indagine nella mia cerchia di amici imprenditori e professionisti.

Mentre il 10% delle aziende locali nel corso del 2009 ha chiuso o è sull’orlo del baratro, chi come noi, è in continua evoluzione e proiettato al cambiamento continuo è cresciuto. Infatti guardando il trend di sviluppo a tre cifre, per Marketing Informatico, il 2009 è stato il miglior anno, da sempre!

Come abbiamo fatto? Seguendo il consiglio di un certo Dante… (continua a leggere … ci arrivo subito).

Kotler e Caslione nel loro libro, che ti consiglio di acquistare, pongono le basi per conoscere meglio l’era della turbolenza e consigliano il lettore nella gestione dell’impresa e nel marketing del futuro.

Innovazione, continui cambiamenti, virate, turbolenze sono le nuove “keyword” dei marketers del futuro. Chi non si adegua è condannato a soffrire. La nostra ricetta semplificata ricorre a due direttrici: fidelizzazione continua e new business alla massima potenza. Ecco alcuni spunti: iniziare a selezionare i clienti migliori, trasformare il cliente in partner, costruire relazioni di lungo periodo, da un lato. Dall’altro cercare continuamente nuovi clienti potenziali facendosi trovare, utilizzando come media preferenziale il web.

Tutti noi siamo clienti di qualcuno e tutti noi preferiamo comperare. In rarissime occasioni qualche sirena è in grado di persuaderci. L’era della televisione, come strumento di comunicazione di massa, è finita. Per questo motivo il fornitore potenziale dovrà farsi trovare nel momento in cui io, cliente potenziale, ho la necessità di acquistare o nel momento in cui io, cliente potenziale, sto cercando informazioni. Quel luogo, in tutto il mondo, domani si chiamerà ….oggi si chiama internet.

Marketing Strategies: farsi trovare, diffondere informazioni corrette, sapere ascoltare e rispondere alle domande ci permette di crescere e di mantenere i nostri clienti. Questa è la ricetta semplificata: attivare i 5 sensi del marketing!

Fare business non significa andare in guerra, come si credeva un tempo, fare business significa costruire relazioni, offrire prodotti e servizi elevati a prezzi accessibili, costruire delle differenze rispetto ai concorrenti, basta con i prodotti mee too tutti copiati e in serie, è necessario “fare ruggire la propria mucca viola”, costruire oceani blu, capire che qualcuno ha veramente spostato il mio formaggio.

Come dicevo qualche riga fa la nostra ricetta migliore è stata quella proposta da un tale Dante Alighieri che qualche centinaio di anni fa scriveva: “chi si ferma è perduto mille anni ogni minuto” e mai come oggi una frase potrebbe essere così azzeccata.

Se il mondo cambia e tu stai fermo è normale che gli affari crollino! Mai e poi mai potrei pensare di mettere su un business per costruire telex al giorno d’oggi. I più giovani non lo ricorderanno ma il telex è il papà del fax o il nonno delle mail! Eppure c’è qualcuno che ritiene che ciò che funzionava un tempo continuerà a farlo anche un domani.

Bè ognuno di noi può credere a qualsiasi cosa, lungi da me utilizzare tecniche di persuasione per farti cambiare idea. Fatto sta che nel regno della turbolenza il mondo continuerà a mutare: ogni giorno una notizia scuote i mercati. Cosa possiamo fare?

Prendere saldamente il timone della propria attività e imparare a muoverci sulle onde più alte del mondo… Imparare a virare per evitare di prendere le onde dal fianco oggi è come dire fondamentale!

Caro collega, benvenuto nel mondo del cambiamento: l’era della turbolenza è appena iniziata!

Che il Chaotics Marketing sia con te!

[di Massimo Tegon Dir. Marketing di Marketing Informatico]

 

 

 

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Marketing Informatico è un'agenzia web specializzata nell'aumento delle vendite per i propri clienti.

3 Commenti su “Il Chaotics Marketing e il web 2.0

  1. Sono d’accordo con quanto scrivi, a tal proposito aggiungerei una frase del grande Mario Andretti:
    “Se tutto è sotto controllo, stai andando troppo piano”
    Che risponde esattamente all’attuale situazione del Mercato.
    Salvatore Ponticelli

  2. A Milano la prima edizione del Forum della comunicazione digitale.
    La comunicazione è entrata in una nuova era fatta di blog e social network. Facebook, Twitter e tutti i social media non sono una moda ma un nuovo linguaggio con cui anche le imprese si devono confrontare. Su qusti temi ha preso il via questa mattina a Milano la prima edizione del Forum della Comunicazione Digitale.
    L’evento, ideato e organizzato da Comunicazione Italiana, Business Social Media che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 43.000 top manager e professionisti del mondo della comunicazione, ha lo scopo di “ispirare iniziative imprenditoriali e progetti nell’ambito dell’innovazione digitale e, allo stesso tempo, fornire l’opportunità a tutti player del settore di condividere e mettere a disposizione il prezioso know-how” spiega Fabrizio Cataldi, amministratore e managing director di Comunicazione Italiana.
    I manager delle imprese e della pubblica amministrazione si confronteranno sui temi del digitale e in particolare sui social media, i loro rapporti con il marketing e con lo sviluppo dell’economia. Il Forum, di cui l’ANSA è media partner, prevede anche una serie di workshop sulle tecnologie al servizio dei beni culturali, le campagne di passaparola e sui social media, promossi rispettivamente da Mibac & Google, Wommi, e LBI Iconme

  3. A giudicare dalle statistiche che periodicamente acquistiamo, risponde Salvatore Ponticelli “guru” dell’internazionalizzazione in Italia, sembrerebbe proprio di no! Anzi, a giudicare dall’indagine di mercato realizzata da Face Time Communications e pubblicata sul sito di eMarketer .com, sembrerebbe proprio il contrario. Abbiamo pubblicato su b2bsocialnet i dati derivanti dalla ricerca effettuata su un campione in Nord America, Europa, Asia e America Latina.
    Dai dati, afferma Salvatore Ponticelli, emerge immediatamente che dal 2008 al 2009 l’approccio delle persone all’utilizzo dei Social Media è aumentato notevolmente. Partiamo subito dal più conosciuto: Facebook. Nonostante un piccolo aumento di persone che lo utilizzano in modo professionale (36%), potrebbe ancora trovare fondamento la tesi di chi
    sostiene che serve solo per perdere tempo: il 93% dichiara di utilizzarlo anche per fini personali. Linkedin è una riconferma. Viene utilizzato più a scopo professionale che non personale. E’ risaputo infatti che sono molte le aziende che usufruiscono di questo social per cercare giovani o esperti lavoratori. Youtube nel 2009, rispetto al 2008, ha visto una crescita di utilizzo, ma la differenza tra chi lo usa professionalmente e chi lo utilizza a livello personale è sempre la stessa. Professional
    51%, personal 85%. Anche i due social bookmark Digg e Delicious vengono utilizzati per fini lavorativi. Ma per questi due direi che è quasi normale, dato che sono poche le azioni “social” che consentono di fare. Vengono spesso utilizzati dai Seo che non dall’utente medio. E poi c’è Twitter che rispetto al 2008 fa registrare un forte aumento di utilizzo nel 2009 e gli utenti lo usano per il 76% a scopi professionali e il 62% a scopo personale. Tutta la ricerca lascia una certa dose di ottimismo per il futuro e per le proprie strategie di web marketing.
    E tu come utilizzi i social media? A scopo professionale o personale?

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