Le 10 previsioni SEO per il 2016

A fine anno abbiamo tracciato un bilancio delle attività e ci vogliamo lanciare in una lista con le nostre previsioni SEO per il 2016: alcune sono cose prevedibili, altre potrebbero sconvolgere la SEO per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Le nostre previsioni SEO non vogliono essere bibbia, ma uno spunto di riflessione per impostare la strategia di posizionamento del prossimo anno.

Il 2016 è alle porte, anzi per chi lavora sul web il 2016 è già domani! Ispirati da un bell’articolo di SitePro News abbiamo stilato la nostra classifica delle 10 previsioni SEO per il nuovo anno, ovvero un elenco di tutte le novità SEO per il 2016 – sicuramente non esaustivo al 100%, per forza di cose.

previsioni-seo-2016

Le 10 previsioni sono in ordine di importanza secondo noi e secondo le tendenze mondiali e abbiamo lasciato per ultima una sconvolgente chicca! Ma partiamo subito:

10. rich snippet nelle ricerche di Google: molti siti, specialmente e-commerce, hanno implementato i rich snippet, anche se non è ancora una pratica universalmente diffusa. Secondo una ricerca americana di febbraio 2015, su oltre 850mila queries a Google, solo nel 19,5% dei casi sono stati restituiti risultati con rich snippet. La stessa ricerca ripetuta a luglio ha visto un incremento fino al 31,2%.
Ma su scala globale, nel 2014 il 99,7% dei siti non utilizzava alcuno rich snippet (fonte:Searchmetrics)!
Ciò significa che i rich snippet ancora vengono implementati poco dai webmaster che creano siti, nonostante siano altamente richiesti da Google. Ma quando la concorrenza è spietata – come quando si lavora per posizionare un sito – bisogna ricordare che ciò che è diverso dal mucchio, risalta. Un risultato di ricerca che compare nel knowledge graph può attirare più attenzione del primo risultato organico “classico”.

9. l’importanza delle long tail keyword e delle nicchie di utenti: abbiamo unito questi argomenti perché intrinsecamente collegati. Sarà sempre più importante lavorare su keyword dalla lunga coda per distinguersi dai competitor, ottenere traffico di qualità e costruire la propria nicchia di utenti. Saper costruire una nicchia significa alzare le probabilità di acquisire un cliente anche se il volume di traffico è minore, ma non è abbastanza. Lo sviluppo del networking è fondamentale per costruire la propria nicchia e per ottenente un’audience interessata ai propri contenuti.

8. il cambiamento delle SERP: i motori di ricerca restituiranno risultati che saranno sempre più simili a predizioni. Inoltre saranno sempre più in grado di fornire risultati estremamente personalizzati in base a tutti i dati raccolti sull’utente (cronologia delle ricerche, località, ecc).
Nelle campagne a pagamento, gli annunci display prenderanno sempre più il sopravvento rispetto ai normali annunci di testo, che sono quindi destinati ad eclissarsi. Inoltre, secondo alcuni specialisti americani, potrebbe esserci un aumento dello spazio riservato agli annunci a pagamento nella parte superiore della pagina.

7. social media: l’importanza dei social media è destinata a crescere – o meglio, a proseguire con la sua crescita – poiché Google sarà sempre più in grado di leggere il livello di social engagement di un brand e quindi di premiarlo a livello di ranking. Quindi la promozione del brand e tutte le attività di comunicazione e public relation, svolte principalmente sui social, saranno fondamentali nello sviluppo di una strategia SEO efficace, specialmente per le PMI che magari devono partire quasi da zero con un lavoro di brand awareness.
In rete bisogna parlare e far parlare di sé: un uso intelligente dei social ed un buon piano editoriale possono dare quel quid in più al posizionamento di un sito.

6. link e back link: i link sono un’importante fonte di ranking, lo sappiamo da tempo. Rinforzano il brand e danno autorità, tutte cose che a Google piacciono.
Ma come si fa a farsi linkare dagli altri siti? In primis è fondamentale proporre contenuti di qualità, poi bisogna lavorare con costanza sulla rete dei contatti e farsi conoscere nella propria nicchia. Oltre ai nostri link in uscita su altri siti, bisogna tenere monitorata la qualità dei link che entrano sul nostro sito. Questo è ciò che comunemente viene definito link building. Anche se in realtà l’argomento è piuttosto controverso poiché ancora succede che link di scarsa qualità non vengano penalizzati e, al contrario, link di valore non vengano premiati.

5. focus sul brand: la reputazione e la visibilità online saranno sempre più importanti per rafforzare il brand, anche se è un risultato che si vede più sul medio-lungo periodo che sul breve.
Un brand affermato crea aspettativa verso i suoi prodotti e rispetto dai competitor, per i quali diverrà una sorta di esempio. È consigliabile quindi lavorare sul brand con azioni che magari in prima battuta danno l’impressione di non portare risultati tangibili immediati (per esempio le newsletter sul lancio di nuovi prodotti, i trigger automatici per il compleanno o per l’anniversario dell’iscrizione alla newsletter, l’invio di uno sconto speciale riservato ad una certa categoria di clienti, ecc) ma che in realtà rafforzano la nostra immagine e la nostra reputazione nella mente del cliente. Nel caso degli e-commerce in particolare, teniamo sempre presente che i nostri clienti sono venditori indiretti, tramite il passaparola e tramite le recensioni che lasciano.

4. User Experience (UX): continuerà la tendenza che vede sempre più importanza per tutte le migliorie e le implementazioni volte a far vivere all’utente la miglior User Experience possibile. Dobbiamo saper eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra l’utente e il raggiungimento dell’obiettivo (che sia la vendita di un prodotto, la compilazione di un form, la lettura di un articolo): quindi stop a pagine che ci mettono troppo a caricarsi, troppo piene di testo, con colori accecanti e variopinti, con bottoni e call to action nascosti, con fastidiosi popup.

3. l’inarrestabile uso degli smartphone: questi device hanno ormai cambiato in maniera indelebile i comportamenti degli utenti e di conseguenza il modo in cui le aziende devono impostare i loro contenuti sul web. Ricollegandoci a quanto appena detto sull’UX, l’usabilità da mobile deve essere sempre nella top 3 dei nostri pensieri.
Dando per scontato poi che è imprescindibile implementare tutti gli strumenti (sito, newsletter, blog, ecc.) in modo responsive, dobbiamo riflettere anche sullo step successivo, ovvero su come i comandi vocali abbiano cambiato il modo in cui si utilizza lo smartphone, anche per effettuare ricerche su Google.
E siccome le ricerche da mobile e le ricerche vocali sono diverse rispetto alle classiche ricerche da desktop, dobbiamo iniziare a porci un dubbio: al giorno d’oggi non è più sufficiente essere in prima pagina, meglio essere tra i primi 3. Facile a dirsi, eh?

2. content is (still) king: lo si ripete da anni, ma questo mantra ancora non invecchia.
C’è un altro lato della medaglia però: siccome in tanti ormai lavorano sul content marketing, per distinguersi occorre produrre contenuti creativi, vari, originali, coinvolgenti.
Un altro dato interessante riguarda la lunghezza dei contenuti testuali: ormai ci sono due estremi. Per i social sì a contenuti brevi ed accattivanti – specialmente quelli pensati per mobile – che catturano l’attenzione in un secondo e sono facili da condividere e far diventare virali. Dall’altro lato, invece, i contenuti dei blog e dei siti informativi, sempre nell’ottica di offrire informazioni originali e di qualità, vanno verso una lunghezza standard veramente notevole, anche 2000 parole nel caso di articoli particolarmente tecnici tipo gli “how to”.

Siamo arrivati in fondo a questo previsioni SEO.
La più grande novità di questo 2016 è che…

1. tutto sommato, la SEO del 2016 sarà praticamente uguale a quella del 2015.

Non ci sarà nessun cambiamento sconvolgente: certo, fare SEO è totalmente diverso rispetto a quello che era anche solo 10 anni fa, ma nel 2016 vedremo più che altro il proseguimento di mutamenti iniziati nel 2014 e nel 2015.

La cosa veramente importante è utilizzare tutti questi 10 suggerimenti in sinergia, in una strategia SEO coerente e costante, con la consapevolezza che i risultati non arrivano dall’oggi al domani.

Voi cosa ne pensate? L’ordine di importanza delle nostre previsioni SEO vi sembra corretto? Quali sono le maggiori novità che avete implementato nel 2016 e che prevedete di attuare nel 2016?

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Written by

Staff SEO Marketing Informatico®

7 Commenti su “Le 10 previsioni SEO per il 2016

  1. …interessante graduatoria…
    Aggiungerei l’importanza dei contenuti multimediali: immagini, infografiche e video.
    Il loro potere è in continuo aumento.
    Favoriscono una viralità superiore rispetto ai semplici testi e si sposano con il concetto di User Experience.

  2. Una domanda: queste regole “americane” valgono anche per il “Google Italiano”? MI spiego meglio le regole SEO valgono per tutti i Google o solamente per quello degli Stati Uniti dai quali la notizia proviene?
    Grazie

    • Ciao Angela, le logiche dell’ottimizzazione per i motori di ricerca non hanno bandiera, quindi le puoi considerare valide anche per il “Google italiano”. Quello che cambia, a volte, è che le versioni beta di alcuni tool Google o di alcune implementazioni di AdWords vengano testate prima negli USA che in Europa.

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