Dati E-commerce Italia 2019: le previsioni

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E-Commerce: Dati e Previsioni in Italia per il 2019

Prendi un’azienda con clienti E-Commerce in Italia che fatturano da 100 mila a 12 milioni online e che vendono nel mondo. Analizza i trend delle vendite online di tutti i clienti. Verifica cosa è successo ai loro siti nel 2017 e 2018 in termini di statistiche, indici di conversione e dati vari presi non solo dalle analytics ma anche dai loro ERP o gestionali e prevedi le tendenze! Cosa ci diranno le statistiche e-commerce del 2019?

Questi gli obiettivi che ci siamo dati visto che siamo a fine novembre, il black friday è già passato e stiamo volando all’ultimo grande evento delle vendite on e offline: il Natale. Tempo di analisi dati, tempo di analisi predittive, vale a dire: tempo di previsioni di vendita degli e-commerce nel 2019. Cosa succederà?

Il Made in Italy è un brand potente. Peccato che gli imprenditori continuano a guardare il mondo dallo specchietto retrovisore perché secondo i dati di Casaleggio, tanto per citarne uno o di Roberto (Liscia) del Netcomm gli spazi sul web ci sono e sono straordinari. Le crescite ogni anno a due cifre. Negli USA il valore delle vendite online ha superato il valore delle vendite offline e Amazon USA ha superato il 50% delle vendite online complessive.
Prima di parlare di statistiche e-commerce nel 2019, analizziamo i dati dell’anno in corso.

Cosa è successo nel 2018?

Intanto quest’anno in occasione di fiere ed business match ho incontrato i responsabili marketing di molti brand famosi. Mentre io parlavo d’Intelligenza Artificiale, di Digibot, di software che fanno i personal shopper, a casa italia ci chiediamo ancora se sia il caso d’investire, gli imprenditori chiedono un ROI entro il primo anno e complessivamente abbiamo completamente perso di vista gli obiettivi.

Nel frattempo il primo quarter di Adidas e gli acquisti di moda italiana sono saliti del 28%, con un 65% dovuto all’export. Sto parlando di Moda un settore nel quale un tempo non ci credeva nessuno tranne pochi illuminati. Guardando i valori in Borsa e confrontando i ricavi attesi la classifica dei big è: Asos, Zalando Ynap (Yoox Net a Porter), Showroomprive.

Nel beauty l’incidenza degli acquisti via app è raddoppiata in un anno: siamo al  24%. Ma ci sono ancora brand (anche fra i nostri clienti) che non credono nelle app ma, sempre a dimostrare che in Italia siamo strani, noi abbiamo un ottimo case history di un cliente la cui app, in un anno, è stata scaricata da 60.000 utenti. Lo shopping online della cosmetica è cresciuto di oltre il 25%. Sono 4,7 milioni gli utenti stimati, che saliranno al 17,2% entro fine anno. Gli uomini sono responsabili del 50,5% degli acquisti dei 323 milioni di euro spesi online.
Solo due anni fa invece oltre il 65% degli acquisti era effettuato da un pubblico donna.
In questo settore si è capito che la parole d’ordine (o la frase chiave) è: integrazione fra offline e online. Strano! ;-)

Nell’arredamento le vendite online sono pari a 900 milioni di euro secondo le ultime stime rilasciate dal Politecnico+Netcomm. Tasso di penetrazione del 5% ed è cresciuto del 31%. Certo 900 milioni sono pochi rispetto ai 4 miliardi dell’informatica/elettronica, o ai 2,5 miliardi di euro dell’abbigliamento.

Turismo: l’Italia è la nazione più cercata nel web ma la quinta destinazione dopo Francia, Usa, Spagna e Cina. L’88% dei turisti italiani cerca informazioni pre viaggio. L’82% prenota o acquista online. 55,3 miliardi di euro sono il totale di transato di cui il 20% è completamente digitale.

Infine Groocery, ristorazione ed enogastronomia che sono ancora il nostro fanalino di coda rispetto agli stranieri hanno registrato un +37%. Il mercato valeva 812 milioni di euro. Si può sicuramente fare meglio anche se l’Italia è un po’ terra di conquista per il food delivery. Foodora, Glovo, Just Eat, Deliveroo, Uber Eats al momento la fanno da padrona.

Dati E-Commerce Italia 2019: le mie previsioni

Ovviamente i dati Ecommerce del 2019 non li abbiamo. Io mi aspetto almeno un +15%. Ti spiego il perché!
In Italia conosciamo le parole chiave che decreteranno le vendite del prossimo anno. Nel fashion: personalizzazione e click & collect. Nel food: delivery, logistica, click & collect. Nell’arredamento: consegna e assortimento. Nel beauty: personalizzazione e fragranze. Nel turismo: intelligenza artificiale, vacanze esperienziali, motori di comparazione, all inclusive.

Poi si parla di Geoblocking, l’armonizzazione dell’Iva, il dynnamic pricing, quello adottato dalle compagnie aeree low cost. Mi aspetto ad esempio che i tedeschi o gli olandesi comprino dai siti italiani dove costa meno. Mi aspetto che i prezzi dinamici e l’analisi dei prezzi della concorrenza tramite algoritmi e automatismi possano avere un forte impatto sulle vendite. Più persone comprano e si abituano e più compreranno.

Parliamo di dati ee-commerce 2019 in Italia e di vendite. Ho analizzato le statistiche di numerose aziende anche quest’anno. Faccio degli esempi: strumenti come Google Flights e Skyscanner per le compagnie aeree hanno indici di conversioni superiori al 10/15% Negli oligopoli come i parcheggi aeroportuali i tassi di conversione sono impressionanti rispetto all’elettronica di consumo o alla vendita dei libri. In alcuni casi superiori al 25%.

Certo se tutti vendiamo le stesse cose, con gli stessi tempi di consegna, alle stesse condizioni, con gli stessi gateway di pagamento allora il valore aggiunto sarà sempre il prezzo. In Italia pochi conoscono il marketing. Ieri in treno un mio vicino di posto spiegava ad un militare (il motivo non lo so) le basi del marketing. Io stavo progettando un nuovo sito. Mi sono fermato ad ascoltare la lezione gratuita. Questo consulente (con tanta tanta esperienza) diceva e pensava le stesse cose che pensa un qualsiasi consulente marketing: non ci sono vendite se non hai un piano strategico. Inutile piangere sui dati, il web marketing non esiste se prima non hai pensato al marketing.

Vuoi aumentare i tassi di conversione?

La user Experience ti dice qualcosa? I testi che descrivono i prodotti? I commenti dei clienti hanno provato il prodotto e offrono gratuitamente i consigli per gli acquisti? Hai mai visto cosa fa Amazon? Hai mai usato Booking? Mentre tu stai guardando la tua camera d’Hotel contemporaneamente un tizio sta guardando proprio ciò che stai guardando tu e qualche minuto fa qualcuno ha appena confermato per la stessa località. Robert Cialdini ti dice nulla? Non ti viene l’ansia? Ma nel tuo sito caro produttore l’ansia non viene perché è un miracolo quando fai 50 pacchi al giorno. Perché?

Faccio formazione per Assoform, per numerose Camere di Commercio Italiane, entro in decine di aziende ogni anno. Quando parlo di programmazione mentale le persone non sanno di cosa parlo. Se spiego l’analisi predittiva mi guardano come se fossi un marziano, quando racconto l’esperienza di quel piccolo negozio della provincia che vende online 12 milioni di €uro all’anno strabuzzano gli occhi.

Le mie previsioni per il 2019 sono facili: + 15% di vendita, molti siti e-commerce in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La leva non può essere solo il prezzo. Siamo arretrati, il modello dell’e-commerce è sbagliato in Italia. Guardiamo al Regno Unito, alla Francia, alla Germania. Se vogliamo esportare dobbiamo prima imparare ed essere forti in Italia. Poi esporteremo il Made In Italy e moltiplicheremo le vendite. Il Commercio elettronico inglese è pari all’8% de PIL. In Cina è il 5,8%. In Spagna 2,7. Siamo come India e Turchia: in Italia il dato dell’ecommerce rispetto al PIL è solo dell’1,6%. Non possiamo far altro che crescere.

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Massimo Tegon: è il fondatore di Marketing Informatico®, specialista di marketing, web marketing e aumento delle vendite. E' stato copywriter di numerose campagne pubblicitarie nazionali radio e tv. Si è occupato di Progetti Software, di CTI (computer telephony integration) e di ERP. E' passato al web marketing nel 2002 studiando la SEO, per poi passare al PPC e ai Social Media. E' consulente di numerose aziende italiane, formatore per Associazioni Industriali, Camere Commercio, Ial, relatore ad eventi nazionali. Appassionato di marketing, psicologia, vendite. Insegna Web Marketing, E-Commerce e Social Media Marketing.

44 Commenti su “Dati E-commerce Italia 2019: le previsioni

  1. Ciao Massimo penso che il punto focale della tua riflessione sia quello relativo al ROI: impossibile darsi tempi così brevi come un anno! A volte penso che gli imprenditori italiani che si buttano nel web non hanno la pazienza di aspettare ma soprattutto di programmare in maniera lungimirante la propria strategia di marketing.

    • Parlavo ieri sera con un imprenditrice della moda. Dall’esterno tutto sembra facile. I dati che girano, la mancanza di conoscenza del settore, la voglia di fare qualcosa di nuovo. Alla fine di una lunga chiecchierata le ho chiesto: “ti ho spaventato abbastanza”? Anche se l’ecommerce è bellissimo prevedere le vendite è sempre molto difficile. Ci vuole tempo e sopratutto una visione a medio lungo termine… che forse è proprio ciò che gli imprenditori affermati hanno perso. Bisogna sentirsi e ragionare da startup. Ogni giorno. Sempre!
      Grazie per il tuo intervento.

    • Stephen Hawking nel libro postumo Brief Answer to the Big Question parla d’Intelligenza Artificiale, prevedendo cose catastrofiche che spero non si avverino. Parla di un Intelligenza e di un futuro in cui le macchine potrebbero essere in disaccordo con noi. Prevede cose molto molto nere!

      Poi nell’ecommerce prevedo l’uso di commesse virtuali. Io penso infatti che nei prossimi mesi vedremo un’ A.I. che ci aiuterà a trovare soluzioni semplici: del tipo trovami questo, trovami il prezzo migliore, compra questo prodotto, spediscilo a questo indirizzo… Un customer care del futuro, ma ancora abbastanza semplice.
      Vedremo.
      PS: grazie della domanda.

      • Il tuo punto di vista sulle “Commesse Virtuali” mi incuriosisce.
        Cosa intendi esattamente?
        Faccio acquisti online da anni, ma mai nessuno mi ha aiutata, ad esempio, a scegliere la maglia perfetta da abbinare alla gonna appena messa nel carrello. Ho sempre visto prodotti correlati, ma nessun “Zalando” si è mai chiesto “come sono io” e come mi starebbero quelle maglie prima di propormele.
        Dici che grazie all’AI si riuscirà ad avere una commessa virtuale capace di ascoltare e capire le mie esigenze?

        • Ciao Monica,
          il punto è proprio questo: io prevedo una personalizzazione dei servizi, oltre che dei prodotti, sulla base dell’analisi comportamentale del cliente. Se io acquisto, tanto per citare il fashion, sempre giacche nere o grigie, inutile che il sistema mi proponga delle fantasie.

          Così come al bar vorremmo che si ricordassero le mie preferenze sul caffè o sullo zucchero, un giorno avremo assistenti virtuali che si ricorderanno le nostre preferenze. Almeno qui a Marketing Informatico stiamo lavorando proprio a questo tipo di futuro!

  2. Hai perfettamente ragione quando scrivi che gli spazi e gli strumenti sul web per farsi conoscere e aumentare il fatturato ci sono e sono straordinari: le aziende italiane dovrebbero solo avere più coraggio nello sperimentare e mettersi in gioco, dovrebbero davvero prendere esempio dalle strategie di marketing messe a punto e dai trend seguiti dalle aziende estere, invece che esserne spaventati o scettici. Infatti non integrare o, ancora peggio, trascurare l’online per un’azienda si traduce automaticamente ad un azzeramento della competitività sul mercato.

  3. Interessante prospettiva, ma il nodo più grosso rimane legato al far capire alle amiche un ecommerce non funziona ‘da solo ‘ e che il seo non è una scienza esatta. Nel mondo del web ci si aspetta sempre ‘tutto e subito ‘ mentre un e commerce, così come un negozio reale, richiede pazienza, impegno e tempo per partire e portare risultati apprezzabili.

  4. Ciao Massimo,
    non credi che gli ecommerce, specialmente quelli di aziende non particolarmente grandi, possano subire un effetto analogo a quello che hanno dovuto sopportare le piccole botteghe nei confronti dei grandi centri commerciali, ovvero preferire una vetrina sui principali market place (amazon, ebay) piuttosto che dover gestire un proprio sito?

    • Ciao RR,
      è già così! Molti piccoli hanno la loro vetrina su Amazon e su Ebay. Non hanno un sito. Che prospettive avranno?
      Altri invece sperano che i clienti che comprano dai market place, al secondo / terzo acquisto, inizino poi a comprare direttamente da loro. Un domani accadràciò che oggi desiderano. E’ una vaga speranza se non c’è una vera e propria strategia. Il cliente di Amazon compra su Amazon per tanti motivi. Così come tanti comprano la propria stanza su Booking e non direttamente dai siti degli hotel. Perchè Boolin è Booking. Le strategie sono molte il problema unico (di tutti) è la marginalità. Ma questo problema non è solo nell’online, lo vediamo anche nell’offline. Il futuro? Prevedo un sacco di selezione naturale!

  5. I dati e i numeri dell’ecommerce sono veramente notevoli e sempre in crescita. E anche in Italia la situazione migliorerà. Ammetto di utilizzare l’ecommerce esclusivamente per prodotti di tecnologia/informatica, seguendo il principio “compro on line che spendo meno”: quanto può incidere tale principio sulle politiche di gestione di un ecommerce? Rischia di invalidare idee e progetti innovativi?

  6. Non credo che possa invalidare progetti futuri. Ad esempio la personalizzazione dei prodotti potrebbe essere un forte incentivo. Inoltre la motivazione che tu hai potrebbe essere diversa da chi ad esempio vive lontano da certi negozi o centri commerciali. Ci sono prodotti tipici, ci sono artigiani che producono pezzi unici. La situazione è variegata. Io credo molto nei progetti innovativi. Credo altresì che bisogna avere una prospettiva di due anni prima di giudicare se un nuovo e-commerce potrà avere successo. Il problema è che quando non c’è valore aggiunto e tutto è uguale o si assomiglia tantissimo, l’unica variante è il prezzo. Se non innoviamo allora conta solo quando andrai a spendere con il tuo prossimo acquisto!

  7. In merito all’articolo è evidente che le statistiche e-commerce 2019 evidenziano degli spazi di crescita molto interessanti che vanno sfruttati valorizzando il made in Italy e migliorando i sistemi di e-commerce per raggiungere i mercati globali:
    Individuare le proprie nicchie, raccontare le proprie storie e costruirsi un’identità chiara

  8. Ciao Massimo,
    nel tuo articolo leggo una nota molta incoraggiante, ovvero che le previsioni relative ai dati eCommerce dell’Italia riguardo al 2019 non possono che essere positivi e in crescita, …visto che siamo molto indietro rispetto a tanti altri paesi ;D

    Soprattutto per le Piccole Medie Imprese, le opportunità offerte dal eCommerce sono molte, se gli imprenditori si schioderanno da una mentalità vecchio stampo.

    La famosa strategia del ‘Be Local Play Global’ suona molto accattivante e la seduzione di vendere tutto/tanto/dappertutto e subito d’altro canto è molto rischiosa e secondo me non efficiente (oltre che arrogante). Come dici tu, l’eCommerce andrebbe prima testato a livello nazionale per poi fare l’ulteriore salto ‘all’estero’.
    Vediamo cosa ci diranno i Dati dell’ eCommerce Italia del 2019.
    Il Made in Italy merita di essere apprezzato innanzitutto e soprattutto in Italia, dove esistono tante realtà che hanno bisogno di….vendere.
    BV

  9. Concordo con Lei che i dati e-commerce Italia 2019 si attesteranno intorno al +15% ma credo che questo aumento sia essenzialmente su market place come Amazon , Ebay etc.

    • Certo Andrea, i big Player la fannno da padroni.
      Ma ci sono tanti bravi e piccoli che ogni anno aumentano le vendite, grazie al volano dei nuovi clienti e dei clienti che acquisteranno di più. Si tratta comunque di vedere l’e-commerce come “un figlio” ha sempre bisogno di cure… ogni anno… per sempre!

  10. Sono entrata da poco in questo mondo e leggendo quanto scritto sopra, ragiono molto sul fatto che siamo arretrati e il modello dell’e-commerce è sbagliato in Italia. Rifletto sulla stima redatta delle statistiche dell’e-commerce 2019, è chiaro come sia essenziale crearsi una propria identità, diversificarsi, seguire una determinata strategia ma soprattutto capire la psicologia che sta alla base del marketing.
    Grazie Massimo per questo articolo, per me fondamentale e molto utile!

  11. Ciao Massimo, :-)
    l’ampliamento degli spazi di mercato offerti dalle nuove tecnologie ed i dati sul trend di crescita dell’e-commerce mondiale previsto per il 2019 e per gli anni a venire mi hanno riportato alla mente il detto “Chi prima arriva bene alloggia”
    Cosa ne pensi?

    • I trend sono positivi da anni. Certo chi entra adesso è comunque in ritardo rispetto a chi è entrato in tempi non sospetti ma anche rispetto a chi lo ha fatto nel 2018 o 2017. Uno o due anni d’esperienza e di vendite sono molti. Non bisogna però generalizzare troppo perchè se parliamo di elettronica di consumo è un conto, se parliamo di fashion è un altro, se parliamo di prodotti alimentari un’altro ancora e così via.

  12. Ciao Massimo, la tua analisi è molto interessante e guarda con ottimismo alla crescita delle vendite online in Italia, ma come hai ben detto dobbiamo ancora crescere in materia, quindi le aziende dovrebbero aumentare in termini di vendite e di posizionamento sul mercato, ma a mio avviso il primo passo da compiere è cambiare mentalità cominciando a pensare in grande con spirito di sacrificio e dedizione. Dai numeri che hai riportato si evince che come al solito siamo indietro rispetto al resto del mondo. .troppo spesso si guarda alla forma e non alla sostanza…il made in Italy sarebbe un biglietto da visita vincente. Per fare un salto di qualità bisogna analizzare e pensare a ciò che può fare la differenza, anche qualcosa di piccolo purché autentico e fatto bene. Si tende sempre a copiare gli altri, che sicuramente può giovare poiché fornisce spunti migliorativi, ma è l’idea unica, originale, che permette di distinguerti e di emergere, basti pensare alla potenza della logistica di Amazon o ai prodotti della Apple ma anche al piccolo artigiano che vende su Amazon, in tutto il mondo, prodotti realizzati a mano made in Italy.

    • In effetti dobbiamo crescere dentro.
      I trend sono 2019 saranno positivi.
      Manca tanta tanta formazione sugli e-commerce!
      Manca personale che sappia come gestire un negozio online!

  13. Ciao Massimo. Grazie per la tua analisi chiara e ricca di spunti interessanti. Da studente di e-commerce trovo estremamente stimolante ed incoraggiante che le previsioni confermino trend positivi di crescita per questo settore anche per il 2019!

    • Nicoletta in bocca al lupo per i tuoi studi!!!
      Cerca di essere sempre curiosa, analizza i dati, cerca i trend, studia i modelli italiani ma anche quelli esteri per la vendita online!

  14. Il numero delle persone che utilizzeranno strumenti tecnologici nella vita di tutti i giorni è senza ombra di dubbio un dato che conoscerà variazioni positive nei prossimi anni. Basta visionare i dati pubblicati nel sito “We Are Social” e guardare il trend degli ultimi anni che lascia ben sperare per il 2019, sia a livello mondiale che a livello italiano. Questa crescita è dovuta soprattutto al ricambio generazionale, ossia alle nuove generazioni che stanno sostituendo le precedenti, in modo particolare quelle che manifestano inadeguatezza e resistenza ai nuovi dispositivi tecnologici e che rivestono spesse volte i ruoli strategici in un’azienda. I “digital native”, come li identifica Mark Prensky, saranno a mio parere quelli che porteranno ad una crescita forte l’e-commerce e il web marketing nel nostro scenario nazionale i prossimi anni. Quindi, anche se con il solito ritardo italiano, confido che il mercato digitale subirà variazioni significative nei prossimi anni e il made in Italy troverà lo spazio che merita.

    • Samuele, certo i nativi digitali spendenti aumentano ogni anno!
      Ma anche le generazioni precedenti si stanno abituando vuoi per un motivo o per un altro a comprare online. E una volta che inizia ad abituarti all’acquisto, difficilmente potrai tornare indietro nel tempo!

  15. Articolo davvero molto interessante con un’analisi dettagliata e puntuale del panorama italiano dell’e-commerce. Non abbiamo ancora le statistiche e-commerce 2019 , ma i dati degli ultimi anni ci inducono a pensare che ci sia ancora un ampio spazio di crescita e questo è molto positivo.

  16. Dagli ultimi dati sul e-commerce in italia si evince che comunque c’è un salto del +25 percento in piu di utenti che preferisce comprare online rispetto ai negozi cosidetti offline. Dato che fa presagire in pospettiva rispetto al 2018 un aumento che solo apparentemente sembrerebbe di poco conto. Tuttavia c’è da considerare che nel nord d’Italia questo tasso di conversione sia maggiore del centro e del sud del Paese.

    • Giacomo grazie per le tue sfumature su nord e sud italia. Non ho in questo momento dati esatti sulle prevenienze degli acquisti al livello italiano, ma è un analisi sicuramente molto interessante.

  17. Ciao Massimo,
    concordo che le previsioni per l’e-commerce del 2019 possono inevitabilmente crescere e come in effetti evidenzi nelle conclusioni, tutto questo dipende dalla capacità dell’Italia di riconoscersi in caratteristiche identitarie che possono distinguere il prodotto Made in Italy da tutti gli altri. Perchè sentire qualcosa davvero nostro crea la necessità di valorizzarlo sempre di più. Penso che poi proporlo on line troverà strategie automaticamente più semplici. In tutto questo lo sviluppo dell’e-commerce 2019 in Italia passerà inevitabilmente in un’evoluzione della mentalità imprenditoriale. Prima di tutto dovremmo smettere di vendere i nostri brand migliori… non dobbiamo concedere copyright ad aziende estere solo pensando al profitto a breve termine.

    • Ciao Inizca,
      forse non siamo noi che vendiamo… piuttosto sono gli altri che ci comprano.
      Non comprano soo le aziende. Comprano i nostri cervelli, comprano le nostre squadre sportive, comprano addiritura la nostra voglia di andare in vacanza. Comprano tutto. Il perchè è abbastanza chiaro a tutti. Dobbiamo ripartire dalle fondamenta, dalla scuola. Chi ha un figlio/a oggi sa benissimo che uno dei sogni è andare a vivere all’estero. Lo avevo io a vent’anni, figurati adesso. Perchè? Che futuro vedo? Mmmm… non mi esprimo! ;-)

  18. Buonasera Massimo ,
    Le tue sono tutte parole sante : modelli di ecommerce vincenti , investimenti oculati , prospettive di guadagni a medio lungo termine.
    Purtroppo spiegarlo ai nostri imprenditori a volte resta difficile , ma credo che le previsioni e-commerce 2019 aiutino a sbloccare questa sorta d’impasse.
    Poi riguardo al tema del cambio generazionale credo a differenza di altri che sia quasi compiuto in modo totale , oggi anche persone di 70 anni riescono a concludere acquisti di qualsiasi tipo online e se non ci riescono si fanno aiutare in casa da qualcuno

    • In effetti è così per chi acquista.
      Per una buona parte dei 50/70 enni ci sono figli e nipoti che spingono sull’online. Ma ricordiamoci che il tutto è a discapito dell’offline. inoltre e purtroppo chi guida la maggior parte delle aziende italiane ha una mentalità off line, in quanto nonostante il cambio generazionale, sono ancora i padri a gestire le aziende. In moltissimi casi i figli ci sono in azienda e anche se hanno incarichi dirigenziali decidono ben poco il futuro e le strategie.

  19. Ciao Massimo,
    i dati di e-commerce in Italia che tu stesso hai citato in questo articolo sono incoraggianti per chi vuole investire nel settore, ma anche per coloro che sperano in un futuro più all’avanguardia del nostro paese. Penso però che per aumentare sempre più il traffico nei negozi online deve evolversi anche la figura del venditore, non deve bastargli solo il “saper vendere” ma deve anche saper leggere il mercato, la concorrenza, raccogliere numerose e specifiche informazioni. Per questo credo che gli specialisti di mercato online sono di una categoria ”Élite” e difficilmente supereranno il numero di commercianti “offline”.

    • Lorenzo sono assolutamente d’accordo.
      Io consiglio sempre a tutti i miei amici di spiegare ai propri figli che uno dei lavori del futuro è lo store manager. Quali caratteristiche deve avere: innanzitutto sapere leggere i dati e interpretarli, capire dalle statistiche dov’è e dove andrà il mercato.

      Capire che nel 2018 abbiamo avuto un +x% di fatturato serve a poco. Cosa succederà nel 2019? Nel 2020?

      Poi sapere le lingue e conoscere la parte operativa. Ogni e-commerce va gestito ogni giorno. Le attività sono molte e fare il venditore online è un vero mestiere. Difficile ma entusiasmante.

  20. Ciao Massimo, leggendo il tuo articolo sulle previsioni e-commerce 2019 mi domandavo se fosse possibile crescere nell’online integrando l’offline, mi spiego meglio.
    Ad oggi i sistemi retail tradizionali subiscono delle perdite economiche considerevoli a causa della ormai affermazione del commercio elettronico. Molti retailer però,riescono ancora a “sopravvivere” integrando l’e-commerce nei loro processi di vendita grazie all’uso delle nuove tecnologie, riuscendo a offrire quella Customer Experience che forse nell’online manca.
    Secondo te, con l’avanzare degli anni, la vendita al dettaglio perderà completamente la sua posizione oppure si riuscirà a coordinare i due mondi ottenendo una congiunzione proficua per il mercato?
    Spero di essere stato il più chiaro possibile.

    • Lorenzo,
      io credo nella cross medialità.
      Credo nell’integrazione online offline. Pensa alle taglie o ai colori. Tu desideri una certa taglia e in negozio non c’è. Cosa fa la commessa? Oppure cosa dovrebbe fare? Semplice invitarti a prendere il tuo cellulare, scannnerizzare l’ean del prodotto tramite messenger, dialogare con un bot (un software) collegato con facebook, ordinare la propria taglia e scegliere la consegna a casa o in negozio. Vantaggi: una vendita in più, un cliente soddisfatto, un cliente nel mio database senza richiedere troppe info, un cliente sul quale poi fare azioni push promozionali.
      Questo oggi è già possibile farlo con prodotti tipo DIGIBOT.
      Quanti lo fanno?
      Penso che un giorno i negozi saranno dei luoghi in cui toccheremo la merce, la guarderemo oppure la ritireremo e basta. Penso a dei negozi automatizzati con commersse virtuali, perchè quelle reali diventeranno store manager!

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