LE TEORIE DELLA LINGUISTICA APPLICATE ALLA PSICOLOGIA DEL COLORE
Colori: significante e significato
La dialettica significante/significato nell'uso inconscio dei colori
2011
LE TEORIE DELLA LINGUISTICA APPLICATE ALLA PSICOLOGIA DEL COLORE
PSICOLOGIA DEL COLORE: “Quando anche il colore diventa un veicolo per trasmettere informazioni e contenuti”
Facciamo comunicazione ogni volta che un nostro messaggio, in qualsiasi forma esso si presenti, arriva all’altro. Esistono dunque moltissime forme di comunicazione: diretta o indiretta, implicita o esplicita, involontaria o intenzionale, verbale non verbale e scritta, intra ed interpersonale, pubblica, mediatica, conscia ed inconscia, e potremmo continuare fino a compilare una lunga lista.
La comunicazione presuppone l’invio di una molteplicità di informazioni e segnali che vengono colti ed elaborati solo in minima parte a livello cosciente. La comunicazione è composta da un’ampia varietà di linguaggi diversi che si intersecano, si compenetrano e si fondono per dare vita ad un messaggio che viene ricevuto ed elaborato dal nostro sistema percettivo, cognitivo ed emotivo.
Ciascun linguaggio, sia esso verbale o non verbale, è costituito da un nucleo fondamentale entro cui si intrecciano due concetti tra loro interdipendenti: il significante ed il significato.
Il significante è la forma assunta dal linguaggio utilizzato mentre il significato è il suo contenuto.
Quando il bambino dice “pappa” la parola “pappa” è il significante, la forma convenzionale attribuita a ciò che sta dentro al piatto fumante; il significato è che la mamma si avvicini al bambino con quel piatto in mano.Complichiamo ulteriormente la questione.
LIVELLI DEL LINGUAGGIO
Ciascun linguaggio è articolato su tre livelli:
Trasferiamo ora questi principi fondamentali al linguaggio del colore.
Il significante “rosso” è la parola che nella lingua in uso viene convenzionalmente utilizzata per indicare descrivere quel concetto. Diciamo dunque con Shakespeare “Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”
Il significato “rosso” è ciò che evoca il suono di quella parola come conseguenza delle associazioni individuali (sangue, passione, pericolo, ecc…). Tali associazioni possono essere personali ma possiedono comunque una base socialmente condivisa.
Quanto ai tre livelli precedentemente citati:
Il livello grammaticale del colore rosso è dato dal fatto che chiunque guardi identifica quella precisa intensità della radiazione luminosa come colore rosso. (Escludiamo dal discorso le patologie della percezione del colore come ad esempio daltonismo, discromatismo, ecc…).
Il livello semantico è il modo in cui il colore viene disposto o distribuito sul foglio, sulla tela, sul cartellone, o sulla pagina web.
Il livello pragmatico è l’effetto ottenuto sul fruitore attraverso l’utilizzazione di quel colore anzichè di un altro.
Ma continuiamo ad approfondire le questioni.
Il linguaggio dei colori, così come qualsiasi altro tipo di linguaggio, possiede due funzioni essenziali:
Un esempio lampante è quello dei segnali stradali in cui il significante è associabile inequivocabilmente ad un solo significato.
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Le due funzioni sono coesistenti e compresenti in qualsiasi atto comunicativo e la maestria nel padroneggiarle secondo le leggi dell’uso inconscio della psicologia del colore è ciò che permette di costruire una comunicazione interpersonale, affettiva, professionale, o commerciale massimamente efficace.
Dott.ssa Alice Pari
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Complimenti per l’articolo davvero interessante… non saprei cosa aggiungere!
Non a caso si parla di terpia cromatica (con i colori): ogni colore ha una sua vibrazione (quì entriamo nella fisica quantistica).
Del resto già da tempo la pubblicità professionale si avvale di professionisti della persuasione tra cui psicologi.
Complimenti alla d.sa Alice Pari che ha messo in evidenza il comportamento umano “inconsapevole” dettato dall’inconscio che influenza le nostre scelte.