Prima del 2045 l'intelligenza artificiale supererà quella umana
L’intelligenza è sempre più artificiale
Matematica e computer, le vie per raggiungerla
2010
Proprio ieri un articolo su La Stampa ha svelato che presto l’intelligenza artificiale supererà quella umana. Una prospettiva non proprio entusiasmante che secondo lo scienziato americano Ray Kurzweil avrà una forte accelerazione rispetto al 2045, data che lui stesso aveva annunciato. La svolta epocale dovrebbe avvenire grazie a un software capace di simulare ragionamenti della mente umana che possiede 22 miliardi di neuroni e 220 trilioni di sinapsi.
Tutto ciò ancora non esiste, ma secondo Kurzweil siamo molto vicini al traguardo. A sostenere questo punto di vista è Dharmendra Modha, il ricercatore che guida il programma di computeristica cognitiva dell’Ibm all’Almaden Research Center di San Josè: secondo lui la dimostrazione del cambiamento arriva dal super computer Ibm «Sequoia» che tenta di raggiungere la velocità di 20 pentaflops al secondo entro due o tre anni. Anche Terry Senjnowski del laboratorio di neurobiologia al Salk Institute di San Diego è della stessa idea. Un codice di un milione di righe potrebbe bastare per simulare le attività di un cervello umano.
La strada è ancora lunga ma è certo che verrà percorsa. Matematica e computer i punti di partenza. Secondo Kurzeil in poco meno di otto anni si potrebbero ottenere risultati soddisfacenti.«Il disegno del cervello è contenuto nel genoma, che ha sei milioni di bit ovvero circa 800 milioni di bytes prima della compressione, ma può essere ridotto a circa 50 milioni di bytes» e ciò significa che «mezzo cervello è 25 milioni di bytes ovvero un codice da un milione di righe».
Questo ambizioso traguardo, però, incontra non poche ricercatori dubbiosi. David Shenk studioso di genetica e autore di «The Genius in All of Us» smentisce quanto detto sopra. Secondo lui, scienziati come Kurzweil commettono degli errori. “Il disegno del cervello non è contenuto nel genoma”, come dimostra il fatto che il suo funzionamento «si crea negli anni sulla base dell’interazione fra le cellule ovvero di una materia della quale sappiamo ancora assai poco». Dall’altra Kurzweil non si fa intimidire e ribatte con il tema della paura: «La verità è che dietro le obiezioni di molti si nasconde la paura che un giorno busseranno alla porta e ci troveremo davanti un robot».
Altri articoli che ti potrebbero interessare nella categoria Tecnologia
E tu cosa ne Pensi?
Scrivi la tua opinione
Lascia un commento








Buongiorno! Ho scoperto quest’articolo per caso e non potevo non lasciare un commento. Credo che l’intelligenza artificiale sia la frontiera prossima da raggiungere e il pc n’è già un piccolo esempio.
Sono convinto che il nostro cervello non e’ altro che un computer elaborato da un’entita’ sconosciuta extraterrestre molto piu’ evoluta dell’uomo con delle possibilita’ quasi infinite. Penso che tutto il nostro futuro sia compresso nel nostro cervello e che qualunque cosa si pensi di fare o costruire si potra’ fare in un futuro prossimo quando ci saranno a disposizioni le conoscenze e le tecnologie idonee. E come se l’uomo ripercorrerebbe a ritroso la strada per arrivare alla conoscenza totale.TUTTO E’ GIA’ SCRITTO NEL NOSTRO CERVELLO. BASTA ASPETTARE!