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	<title>Web Marketing 2.0 Consulenza Advertising Comunicazione Online Servizi Webmarketing</title>
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	<description>Web Marketing 2.0 Consulenza Comunicazione Online Siti Webmarketing Internet COME AUMENTARE DEL 30% IL TUO FATTURATO SENZA MUOVERE UN DITO Marketing Informatico®</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Mar 2010 14:56:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Real Time Marketing</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>Real Time Marketing</strong>: quanto tempo trascorre fra la messa online di un'informazione e il suo apparire in una SERP di Google? Scoprilo nel nuovo test di Marketing Informatico!</p>
<p>Condividere in tempo reale le informazioni sembra essere una delle nuove attività degli specialisti del web marketing, dei SEO, dei vari marketers, e da parte delle persone comuni che usano ogni giorno gli strumenti online. I dati sono impressionanti: <strong>ogni mese ci sono tre miliardi di aggiornamenti su Facebook e Twitter. </strong>Aggiornamenti che  appaiono in tempo reale in tutto il mondo. Prendendo spunto dal concetto di real time ci siamo chiesti:  ma quanto tempo ci mette <strong>Google </strong>per fare apparire nella SERP la nuova informazione? Leggi fino alla fine questo articolo e lo scoprirai...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Real Time Marketing</strong>: quanto tempo trascorre fra la messa online di un&#8217;informazione e il suo apparire in una SERP di Google? Scoprilo nel nuovo test di Marketing Informatico!</p>
<p>Condividere in tempo reale le informazioni sembra essere una delle nuove attività degli specialisti del web marketing, dei SEO, dei vari marketers, e da parte delle persone comuni che usano ogni giorno gli strumenti online. I dati sono impressionanti: <strong>ogni mese ci sono tre miliardi di aggiornamenti su Facebook e Twitter. </strong>Aggiornamenti che  appaiono in tempo reale in tutto il mondo. Prendendo spunto dal concetto di real time ci siamo chiesti:  ma quanto tempo ci mette <strong>Google </strong>per fare apparire nella SERP la nuova informazione?</p>
<p>Leggi fino alla fine questo articolo e lo scoprirai&#8230;</p>
<p>Commenti, notizie, idee. Ognuno racconta la sua vita in tempo reale, entrando senza accorgersene, in una rete universale. Ma oltre alla sfera privata, i social network consentono di creare spazi pubblici per aziende e inserzioni promozionali. Per esempio <strong>Twitter</strong>, ormai in condivisione con altri social come <strong>Buzz, Ning, Linkedin</strong>, amplia secondo dopo secondo il patrimonio di conoscenze e connessioni. Usato da decine di centinaia di aziende per aggiornare in diretta i propri prodotti e novità, <strong>Twitter</strong> è una sintesi perfetta dei nostri tempi: veloce, sintetico, incisivo&#8230;. in real time!</p>
<p>Lo stesso avviene su <strong>Facebook,</strong> un mosaico globale d’identità che non smette mai di rivivere grazie agli stimoli costanti dei suoi utenti. Una rete infinita di contatti in grado di attraversare il mondo stando comodamente seduti davanti al proprio pc. Secondo uno studio pubblicato sulla <strong>rivista online “First Monday</strong>” la partecipazione alle reti sociali è legata, anche, all’abilità di gestire una social privacy, definita anche capacità di controllare cosa viene detto di se stessi. Sono i più giovani, è la questa la novità, a monitorare attentamente tag e post riferiti a loro. Insomma il tempo della private reputation non è così lontano. E’ balzato più volte alle cronache la notizia che diversi datori di lavoro, prima di assumere i</p>
<p style="text-align: left;">propri dipendenti, diano una sbirciatina, fin troppo attenta, ai profili on line, verificando dati e prendendo nuove informazioni. E <strong>Google</strong> cosa fa? Resta aguardare il mondo dell&#8217;informazione e del marketing in real time? Sembra porpio di no! Da quando <strong>Google</strong> ha aggiunto alle proprie funzionali la <strong>Real Time Search</strong>, è possibile diffondere informazioni che sono poi indicizzate e &#8220;rankizzate&#8221; <span style="text-decoration: underline;"><strong>in media da google dopo circa 3 minuti dalla messa online</strong></span>.</p>
<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-248" href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/real-time-marketing.php/attachment/realtimemarketing_2"><img class="size-full wp-image-248 aligncenter" title="realtimemarketing_2" src="http://www.marketinginformatico.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/realtimemarketing_2.jpg" alt="" width="555" height="80" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Se invece si sceglie la nuova funzione mostra opzioni &gt; risultati recenti &gt;ultim&#8217;ora, praticamente la notizia appare dopo un secondo (come vedi dall&#8217;immagine  pubblicata sotto! </p>
<p><a rel="attachment wp-att-249" href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/real-time-marketing.php/attachment/realtimemarketing-3"><img class="size-full wp-image-249 aligncenter" title="realtimemarketing" src="http://www.marketinginformatico.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/realtimemarketing2.jpg" alt="" width="533" height="83" /></a></p>
<p>E&#8217; come diffondere notizie tramite la televisione!! Cosa abbiamo fatto? Durante uno dei nostri test di<strong> web marketing</strong> abbiamo infatti deciso di monitorare i tempi che trascorrono dalla pubblicazione dell&#8217;informazione nel proprio blog al momento in cui la notizia appare nella SERP di Google. Fin&#8217;ora il tempo minimo monitorato nella Ricerca Universale è stato di due minuti, mentre come scrivevamo sopra e come testimoniano le immagini prodotte possiamo dare un tempo medio di tre minuti per la ricerca universale e per i risultati dell&#8217;ultima ora la pubblicazione ha un ritardo di un secondo. Se calcoliamo che in un secondo il suono (nell&#8217;aria a zero gradi) percorre 331,5 metri la velocità di Google non è proprio male! Praticamente è come diffondere informazioni in tempo reale.</p>
<p>PS: benvenuto nell&#8217;era del <strong>real time marketing.</strong></p>
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		<title>Quando il geomarketing incontra il web</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/geomarketing.php</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 08:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[geomarketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cosa c'entra il <strong>geomarketing con il web marketing</strong>?</p>
<p>Aumentare i contatti trovando nuovi clienti è uno dei core business di Marketing Informatico, azienda specializzata in <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/strategie-di-marketing/strategie.php" target="_blank">strategie web marketing</a>. L'altro è l'aumento delle vendite. Pertanto in un'ottica che prevede il miglioramento di questi due servizi, in un panorama che vede le imprese italiane sempre più alla ricerca di strumenti efficaci per migliorare il business, evitare crolli, mantenere le proprie quote di mercato, abbiamo aggiunto uno strumento particolarmente efficace, che si chiama <strong>GEO MARKETING</strong>.</p>
<p>Con lo scopo di offrire un servizio di altissimo livello, la strategia è stata quella di cercare e poi integrarsi con una società di consulenza, Geocom, iper specializzata in geomarketing "fondendo" i due know how: <br /><em>web marketing e geomarketing</em>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;entra il <strong>geomarketing con il web marketing</strong>?</p>
<p>Aumentare i contatti trovando nuovi clienti è uno dei core business di Marketing Informatico, azienda specializzata in <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/strategie-di-marketing/strategie.php" target="_blank">strategie web marketing</a>. L&#8217;altro è l&#8217;aumento delle vendite. Pertanto in un&#8217;ottica che prevede il miglioramento di questi due servizi, in un panorama che vede le imprese italiane sempre più alla ricerca di strumenti efficaci per migliorare il business, evitare crolli, mantenere le proprie quote di mercato, abbiamo aggiunto uno strumento particolarmente efficace, che si chiama <strong>GEO MARKETING</strong>.</p>
<p>Con lo scopo di offrire un servizio di altissimo livello, la strategia è stata quella di cercare e poi integrarsi con una società di consulenza, Geocom, iper specializzata in geomarketing &#8220;fondendo&#8221; i due know how: <em>web marketing e geomarketing</em>.</p>
<p>E quando il geomarketing incontra il web quali sono i vantaggi? Se vogliamo dare uno sguardo &#8220;dall&#8217;alto&#8221; alle due attività marketing, ogni marketer, potrà notare delle somiglianze. Il geomarketing infatti serve a :</p>
<p>stimare mercati potenziali, segmentarli per aree geografiche, costruire progetti di fidelizzazione, sviluppare azioni di direct marketing, aiutare le attività della forza vendita, dei canali distributivi e dei punti vendita, costruire banche dati. Ma anche il web marketing può essere strutturato per ottenere gli stessi benefici!</p>
<p>Per queste assonanze d&#8217;obiettivo abbiamo ritenuto interessante integrare gli sforzi online e offline definendo un obiettivo univoco. In pratica sviluppando il canale &#8220;telefonico&#8221; attraverso un contact center di alto livello e sviluppando il canale web attraverso un progetto web marketing integrato, le imprese clienti hanno il vantaggio di &#8220;minimizzare&#8221; gli sforzi, diminuire gli investimenti, massimizzare i risultati. Per la prima volta in Italia infatti due aziende,  specializzate nel loro segmento e ai vertici qualitativi della propria quota di mercato, hanno deciso d&#8217;integrarsi, grazie alla passione per i rispettivi canali, per fornire un unico strumento di altissima qualità.</p>
<p>In pratica definendo un unico obiettivo, ad esempio costruire una banca dati di clienti potenziali per sviluppare azioni di permission marketing, integrando il web con il call center, segmentando il tutto per aree, sarà possibile ottenere risultati impensabili se paragonati ai risultati che si ottengono da un solo canale: che sia solo telefonico o solo web.</p>
<p>Il contact center abbinato al web è un classico esempio di come sia possibile unire strumenti &#8220;pratici&#8221; per migliorare le vendite, aumentare le occasioni di business, sviluppare azioni per difendere i cali di vendita. Entrambe le società, Marketing Informatico e Geocom, offrono non solo le  strategie di marketing evoluto ma anche gli strumenti concreti per realizzare i progetti.</p>
<p>Per conoscere case history e avere maggiori informazioni scriveteci una mail se preferite il canale web oppure contattateci al numero verde 800 031945 se preferite il telefono. Ecco un semplice esempio di cosa si ottiene quando il web incontra il <strong><a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/geomarketing.php">geomarketing</a></strong>!</p>
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		<title>Come calcolare il valore di un dominio?</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/valore-dominio.php</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 11:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prendendo spunto da due episodi: uno mi è capitato in riunione qualche giorno fa presso un cliente "noto" in Italia e l'altro è relativo alla notizia della vendita di uno dei domini più costosi al mondo -base  d'asta 1 milione di dollari in vendita dal 10 marzo fu acquistato per 14 milioni di dollari ed è formato da tre semplici lettere - S-E-X. com-, in quest'articolo vorrei parlare del <strong>valore del dominio.</strong></p>
<p>Un <a href="http://www.marketinginformatico.it/glossario-informatico/DOMINIO.php" target="_blank">dominio</a>, che si tratti di .it, .com, .nonloso  (poker.org è stato venduto qualche giorno fa ad 1 milione di dollari), in un mondo in cui internet è sempre più valorizzato, è fondamentale. Ritengo infatti che il valore di un dominio sia molto simile al valore di un <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/brand-reputation.php" target="_blank">brand</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto da due episodi: uno mi è capitato in riunione qualche giorno fa presso un cliente &#8220;noto&#8221; in Italia e l&#8217;altro è relativo alla notizia della vendita di uno dei domini più costosi al mondo -base  d&#8217;asta 1 milione di dollari in vendita dal 10 marzo fu acquistato per 14 milioni di dollari ed è formato da tre semplici lettere &#8211; S-E-X. com-, in quest&#8217;articolo vorrei parlare del <strong>valore del dominio.</strong></p>
<p>Un <a href="http://www.marketinginformatico.it/glossario-informatico/DOMINIO.php" target="_blank">dominio</a>, che si tratti di .it, .com, .nonloso  (poker.org è stato venduto qualche giorno fa ad 1 milione di dollari), in un mondo in cui internet è sempre più valorizzato, è fondamentale. Ritengo infatti che il valore di un dominio sia molto simile al valore di un <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/brand-reputation.php" target="_blank">brand</a>.</p>
<p>Se per il brand si tratta di &#8220;riconoscibilità e ricordo&#8221; <strong>per un dominio il valore si potrebbe semplificare in &#8220;trovabilità e ricordo&#8221;. </strong>Più un <em>dominio</em> è trovabile quindi, ovvero genera contatti di clienti potenziali, maggiore è la sua importanza. Maggiore è l&#8217;importanza maggiore è il valore e di conseguenza il prezzo di vendita.</p>
<p>Conosco personalmente il titolare di una società di Bologna, noto nel web, in quanto possiede circa 35.000 domini alcuni dei quali veramente formidabili e che percepisce una rendita esclusivamente dalla pubblicità inserita in ognuno di essi. La sua metodologia è l&#8217;acquisto di domini che le persone cercano inserendone il nome direttamente nella barra di ricerca del browser e ai quali non si accede passando da un motore di ricerca quale <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/google-marketing.php" target="_blank">google</a>.</p>
<p>Volendo parlare di valore, senza illustrare le tecniche per speculare sui domini, possiamo tutti constatare che partendo da un prezzo dominio bassissimo, al momento dell&#8217;acquisto assolutamente alla portata di tutti, si può nel tempo accrescerne il valore.Il prezzo di un dominio parte in media dai 7 dollari in su, fino ad arrivare a 50€, dipende da dove si compera e naturalmente chi lo compra.</p>
<p>Ma il valore di un dominio cresce nel tempo. Dipende dal nome, dal numero di visitatori dal rank nei motori di ricerca, dalla sua storia.Quindi abbiamo molta erba e molti fasci&#8230; in pratica nel web troviamo di tutto.</p>
<p>Immagina ora che ci sono aziende, anche molto quotate che non hanno il controllo dei propri domini, specialmente quando lavorano nei mercati internazionali. Mi è capitato in passato e continua a capitarmi spesso di incontrare manager di aziende importanti, ad esempio di produzione, il cui dominio estero è stato acquistato dal rivenditore o dealer internazionale.</p>
<p>E&#8217; come se il marchio di un&#8217;azienda appartenesse in un altro paese ad un&#8217;altra entità. Se per i marchi e i brevetti la cosa è impensabile, per i domini invece assolutamente non lo è. Per molti imprenditori infatti non c&#8217;è tempo di calcolare il valore del proprio dominio e quando se ne accorgeranno ebbene sarà troppo tardi. Ogni nazione è infatti regolamentata da leggi diverse. Immagina ora di fare affari con un&#8217;azienda cinese che ha &#8220;acquistato&#8221;,  in quanto tuo dealer il dominio nel proprio paese. Immagina ora che per svariati motivi ti ritrovi a chiudere il rapporto d&#8217;affari. Chi ha il diritto di tenere il dominio? E poi, quale potrebbe essere il costo da affrontare per appropriarsi del dominio in caso di opposizone dell&#8217;ex partner? Quale potrebbe essere comunque il responso di una sentenza e sopratutto quali leggi regolano questo rapporto?</p>
<p>Ho assistito anche ad un altro caso interessante: il dominio era stato acquistato da un dipendente il quale, oltre ad abitare dall&#8217;altra parte del mondo, ormai da qualche anno non lavorava più nella stessa azienda.</p>
<p>Cosa fare? Come comportarsi? Quale strategia adottare? Quale <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/" target="_blank">web agency</a> contattare per risolvere il problema?</p>
<p>Il nostro consiglio è sempre di affidarsi a professionisti seri e coscienziosi prima di attivare le proprie strategie web, sopratutto se parliamo di strategie di internazionalizzazione o di <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/marketing-internazionale/" target="_blank">marketing internazionale,</a> in quanto essendo la materia molto particolare è meglio pensarci bene prima di muoversi.</p>
<p>E per rispondere alla domanda fondamentale, ti regalo l&#8217;accesso ad un bel <a class="link" href="http://bizinformation.org/it/" target="_blank">giochino</a>, saprai calcolare per gioco il <strong>valore del tuo dominio</strong>!</p>
<p>Massimo Tegon</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Marketing il valore dei metatag</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/google-marketing.php</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 21:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>Quanto vale il Google Marketing? </strong></p>
<p>Calcolare il valore dei metatag, durante un progetto di web marketing, è l'idea che mi è venuta in mente a seguito di un'analisi effettuata dopo l'ottimizzazione di una home page. Per ottimizzazione s'intende l'attività d'inserimento degli elementi base, quando offriamo il servizio di Google Marketing, che piacciono ai motori di ricerca e che si chiamano meta tag. I meta s'inseriscono all'interno delle pagine di un sito web.</p>
<p>In relatà tutti i siti che nascono secondo le specifiche del marketing informatico contengono questo servizio, il cui valore è spesso di difficile comprensione per il cliente che spesso paragona siti di pessima fattura (pessimi per google) con siti di altissima qualità. E' risaputo che il cliente guarda esclusivamente ciò che vede, ovvero la grafica, dimenticando che Google invece guarda ciò che le persone non vedono: il codice.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quanto vale il Google Marketing? </strong></p>
<p>Calcolare il valore dei metatag, durante un progetto di web marketing, è l&#8217;idea che mi è venuta in mente a seguito di un&#8217;analisi effettuata dopo l&#8217;ottimizzazione di una home page. Per ottimizzazione s&#8217;intende l&#8217;attività d&#8217;inserimento degli elementi base, quando offriamo il servizio di Google Marketing, che piacciono ai motori di ricerca e che si chiamano meta tag. I meta s&#8217;inseriscono all&#8217;interno delle pagine di un sito web.</p>
<p>In relatà tutti i siti che nascono secondo le specifiche del marketing informatico contengono questo servizio, il cui valore è spesso di difficile comprensione per il cliente che spesso paragona siti di pessima fattura (pessimi per google) con siti di altissima qualità. E&#8217; risaputo che il cliente guarda esclusivamente ciò che vede, ovvero la grafica, dimenticando che Google invece guarda ciò che le persone non vedono: il codice.</p>
<p>I metatag sono in pratica delle informazioni, del codice software HTML, che sono racchiuse in questi simboli  &lt;&gt; e che servono per comunicare ad esempio ad un motore di ricerca alcune informazioni. I motori quali Google tengono in considerazione in particolare due elementi:  il title della pagina (il titolo) e la description (descrizione) ovvero la sintesi dell&#8217;argomento trattato nella pagina stessa.</p>
<p>L&#8217;attività di ottimizzazione onpage se ben fatta e studiata può portare a risultati davvero eccellenti. Ecco un esempio!</p>
<p>L&#8217;indagine che abbiamo sviluppato riguarda una serie di parole chiave e il numero di accessi complessivi al stio in un range di pochi giorni. Da tenere in considerazione il fatto che l&#8217;attività è stata sviluppata esclusivamente sulla home page (al momento). Quindi siamo riusciti a valorizzare, in un qualche modo, l&#8217; &#8220;importanza di una home fatta bene&#8221;.  Ebbene il risultato è secondo me strabiliante. Naturalmente se hai altri dati in materia scrivi pure nel blog che pubblicheremo liberamente ogni informazione.</p>
<p>Ecco i risultati dell&#8217;indagine: l&#8217;intervallo di date è il seguente dal 26 gen al 15 feb e gli anni presi in considerazione sono il 2010 vs 2009. Quindi il paragone è stato effettuato a parità di condizioni generali, su un intervallo di tempo confrontabile statisticamente. Mi spiego meglio non abbiamo preso il mese di gennaio rispetto al mese di febbraio, come molti clienti tendono a fare, bensì lo stesso arco di tempo osservato in due anni consecutivi.</p>
<p>Naturalmente non posso citare il cliente nè scendere in maniera dettagliata sulle parole chiave che abbiamo &#8220;posizionato in Google&#8221; bensì posso dire che l&#8217;accesso al sito rispetto ad alcune key è cresciuto del 2.900%. Il cliente è un brand molto conosciuto in Italia e fin&#8217;ora gli accessi al sito sono stati determinati grazie al valore creato dalle campagne offline stampa, televisione e radio. Questo per dirvi che la provenienza della maggiorparte degli accessi è ancora determinata dal nome del brand. Questo per dirti che molte aziende lavorano esclusivamente sul brand dando ancora poco valore a quanto chiamiamo Google Marketing. Tuttavia, brand a parte, ed questo è il dato che voglio tramettere, le visite sono aumentate, in soli 20 giorni, del 17.91% attestandosi da 60.954 visite a 71.861 lavorando esclusivamente solo sulla home page. E questo è solo l&#8217;inizio in quanto il sito è piuttosto &#8220;vasto e ricco di pagine&#8221;.</p>
<p>Non posso dirvi, per ovvie ragioni,  in termine di fatturato quale sia la conversione visite/vendite, ognuno può fare questo calcolo economico in base al proprio sito, in base alla propria percentuale di conversione e in base alla bravura della <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/">web agency</a> che ha scelto&#8230;. di truffoni ne vediamo in giro ogni giorno. Comunque, vista dal lato economico questa è la riprova che il valore dei metatag è calcolabile facilmente e che un&#8217;ottimizzazione generale e non solo della &#8220;sola home page&#8221; si può ripagare pochissimi settimane. Riprenderò in futuro quest&#8217;articolo comunicando i risultati a lavoro finito&#8230; PS: Aspetto con ansia i tuo commenti.</p>
<p> </p>
<p>Massimo Tegon</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web reputation: come difendersi da Google</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/web-reputation.php</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Difendere la <strong>web reputation</strong> dei nostri clienti con tutti i mezzi possibili.</p>
<p>E' il motto che potremmo utilizzare per il nuovo servizio di Marketing Informatico legato alla <strong><a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/brand-reputation.php">Brand Reputation</a></strong>.</p>
<p>Quest'idea è nata dal basso: dalle richieste dei nostri clienti! Lo scorso anno infatti siamo stati contattati da un agenzia di pr alla ricerca di una <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/">web agency</a> specializzata in motori di ricerca.</p>
<p>Un loro cliente aveva l'esigenza di difendersi da una serie di accuse apparse sui giornali online, che successivamente all'intervento della magistratura, si sono rivelate poi infondate. Cosa fare? Come muoversi? Da chi andare per riappropriarsi della propria immagine pulita?</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Difendere la <strong><span class="linkt">web reputation</span></strong> dei nostri clienti con tutti i mezzi possibili. <br /> E&#8217; il motto che potremmo utilizzare per il nuovo servizio di Marketing Informatico legato alla <strong><a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/brand-reputation.php">Brand Reputation</a></strong>.</p>
<p>Quest&#8217;idea è nata dal basso: dalle richieste dei nostri clienti! Lo scorso anno infatti siamo stati contattati da un agenzia di pr alla ricerca di una <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/">web agency</a> specializzata in motori di ricerca.</p>
<p>Un loro cliente aveva l&#8217;esigenza di difendersi da una serie di accuse apparse sui giornali online, che successivamente all&#8217;intervento della magistratura, si sono rivelate poi infondate. Cosa fare? Come muoversi? Da chi andare per riappropriarsi della propria immagine pulita?</p>
<p>La situazione appena descritta è all&#8217;ordine del giorno. Anche in casi molto meno gravi in cui i commenti negativi di alcuni clienti modificano la percezioni dei clienti potenziali di qualsiasi tipo. Si pensi ai commenti su Trip Advisor (guarda caso acquistata da Expedia) relativi agli Hotel o ai villaggi turistici, commenti che potrebbero essere stati inseriti non solo dai clienti ma anche da dipendenti scontenti o addirittura dai concorrenti.<br /> In caso poi d&#8217;avvisi di garanzia finchè la notizia è bollente ne parlano e ne scrivono tutti. La notizia appare velocemente nelle pagine di Google senza mai scomparire&#8230; quando le accuse si sgonfiano o sono infondate cosa fare?</p>
<p>Abbiamo perciò messo a punto un sistema che abbiamo chiamato <strong>Online Exclusion Strategy</strong> ovvero il SEO al contrario: un servizio per difendersi da Google.</p>
<p>E guarda caso, strano a dirsi, nonostante non avessimo lanciato alcuna camapgna pubblicitaria  relativa al Servizio, ecco che anche quest&#8217;anno un altro caso assolutamente analogo: una nuova richiesta di OES!</p>
<p>Abbiamo perciò deciso di strutturare una mini task force in grado d&#8217;intervenire rapidamente per &#8220;difendersi da Google&#8221;.</p>
<p>Chi potrebbero essere gli utilizzatori del servizio? Bè le persone che fanno ricerche online sulla brand reputation sono davvero molte: dai consumatori ai datori di lavoro, prima di un acquisto o prima di un&#8217;assunzione! Proprio i datori di lavoro poi hanno iniziato a moltiplicare le loro ricerche sul web per scoprire quel che i candidati non scrivono nel loro curriculum. Così si svelano gli altarini: comportamenti pericolosi, brutte abitudine, cambi di lavori immotivati, foto di sbronze galattiche pubblicate su facebook.</p>
<p>Di questi tempi la <strong>web reputation</strong> è tutto. Infatti, basta anche un solo commento negativo sull’azienda o sul libero professionista per danneggiare il lavoro di anni o l’immagine stessa. Salvaguardare la propria reputazione sul web vale quindi quanto stare attenti alla propria carta di credito.</p>
<p>La questione rimane il come. Ovvero come migliorare o evitare opinioni negative?<br /> Per esperienza passata anticipo che: “E’ molto, molto difficile e ci vuole tempo molto tempo”. Così come per ottenere un buon posizionamento ci vuole tempo e pazienza anche per ripulirsi ci vuole tempo.</p>
<p>Questo in sintesi ciò che dobbiamo fare: innanzitutto ricordiamo sempre di evitare di scrivere cose di cui un giorno ci potremmo pentire (Social Network), vi ricordo che i contenuti di Facebook appartengono a Facebook. Inoltre  monitorare e intercettare false testimonianze o pessimi commenti è il primo step.</p>
<p>Cercare, poi, di evitare il più possibile di dare accesso a tutti gli sconosciuti alle informazioni relative alla propria identità on line dando a tutti l’accesso sui social network. Ma soprattutto costruirsi un reputazione positiva, magari partendo proprio da un profilo su Facebook pulito.</p>
<p>In casi gravissimi si cerca di modificare la SERP aggiungendo ai commenti negativi anche quelli positivi.</p>
<p>“Si tratta, infondo di pura sopravvivenza. In tempi di crisi i dettagli fanno la differenza”.</p>
<p>Ricordiamoci sempre che la memoria del web è come un diamante: dura per sempre!</p>
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		<title>Buon Compleanno Marketing Informatico</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/anniversari-aziendali.php</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 14:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ebbene si lo ammettiamo: siamo dei romantici! Il <strong>14 febbraio,</strong> noto alle cronache come la giornata degli innamorati, <strong>San Valentino</strong>, è per noi una ricorrenza speciale. <strong>E' il giorno del compleanno di Marketing Informatico</strong>. Quale modo migliore di festeggiarlo con una speciale torta virtuale, fatta da Manuel (l'unico web designer pasticciere del mondo!)  da dedicare a tutti?</p>
<p>Un'occasione speciale per ringraziare tutti i clienti e in primis quelli più "anziani", che hanno creduto in noi fin dall'inizio nonostante fossimo "aziendalmente" appena nati e giovani! Non che adesso ci sentiamo vecchi! Sia chiaro!</p>
<p>Non vorremmo fare un torto a nessuno citando un cliente piuttosto che un'altro... ma siamo sicuri che il messaggio arriverà laddove deve arrivare anche senza fare nomi e cognomi.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marketinginformatico.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/torta-anniversario1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-189" style="border: 1px solid #000000; margin-bottom:10px;" title="torta-anniversario" src="http://www.marketinginformatico.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/torta-anniversario1-638x418.jpg" alt="" width="638" height="418" /></a>Ebbene si lo ammettiamo: siamo dei romantici!Il <strong>14 febbraio</strong>, noto alle cronache come la giornata degli innamorati, <strong>San Valentino</strong>, è per noi una ricorrenza speciale. <strong>E&#8217; il giorno del compleanno di Marketing Informatico</strong>. Quale modo migliore di festeggiarlo con una speciale torta virtuale, fatta da Manuel (l&#8217;unico web designer pasticciere del mondo!)  da dedicare a tutti?</p>
<p>Un&#8217;occasione speciale per ringraziare tutti i clienti e in primis quelli più &#8220;anziani&#8221;, che hanno creduto in noi fin dall&#8217;inizio nonostante fossimo &#8220;aziendalmente&#8221; appena nati e giovani! Non che adesso ci sentiamo vecchi! Sia chiaro!</p>
<p>Non vorremmo fare un torto a nessuno citando un cliente piuttosto che un&#8217;altro&#8230; ma siamo sicuri che il messaggio arriverà laddove deve arrivare anche senza fare nomi e cognomi.</p>
<p>Una nuova avventura è sempre bellissima, almeno per noi che odiamo la normalità e la quotidianeità. Come dice una persona che ci ha aiutato:- &#8220;Ci sono cose che non tornano più&#8221; e il giorno dell&#8217;apertura di una nuova impresa è sicuramente una di quelle cose che un imprenditore &#8220;salva&#8221; per sempre nell&#8217;elenco dei propri ricordi nella memoria a lungo termine.</p>
<p>Ricordo ancora i dubbi, le incertezze ma anche l&#8217;entusiasmo nel fare qualcosa di assolutamente nuovo&#8230;in tutti i sensi.</p>
<p>La nostra storia? Siamo partiti in tre e come nelle migliori tradizioni &#8220;informatiche&#8221; l&#8217;inizio è stato in una piccola stanzettina gomito a gomito&#8230; poi dopo qualche mese il trasloco in quello che abbiamo sempre chiamato il bunker, due stanzette con bagno, di cui una con una piccola stufetta in quanto dovevano ancora montarci  termosifoni. Brr che freddo quell&#8217;inverno! Poi l&#8217;arrivo a primavera del primo collaboratore, poi la prima assunzione, fino al momento in cui ci siamo trasferiti negli uffici attuali che poi sono stati ampliati quest&#8217;anno. E un gruppo totale che continua ad aumentare ogni anno sempre di più! Guardando velocemente al passato ci sembrano millenni fa eppure non è così! Sono passati solo 4 anni!<br />
 Girandoci dalla parte opposta e guardando al futuro non sappiamo cosa ci possiamo aspettare, sappiamo solo che ogni giorno il telefono squilla sempre di più, le richieste  aumentano, le opportunità crescono e l&#8217;esperienza anche&#8230; si chiama crescita?</p>
<p>Spesso pensiamo che un&#8217;azienda sia come un bambino: all&#8217;inizio è fragile, è necessario prestare attenzione a qualsiasi dettaglio, poi man mano che cresce ci sono delle fasi diverse: vedi il gruppo di lavoro alzarsi,  fare piccoli passi, finchè inizia a camminare da solo e poi corre&#8230; a volte troppo e le giornate volano! E&#8217; una cosa fantastica che solo un genitore o un imprenditore forse comprende.</p>
<p>Grazie a tutti coloro i quali ci sono accanto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Roberta Ricci e Massimo Tegon</p>
<p>Amministratori di Marketing Informatico srl</p>
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		<title>ETNOMARKETING: a caccia di nuovi consumatori</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/etnomarketing.php</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 16:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per uscire dalla crisi, per accrescere il fatturato, le aziende vanno alla ricerca di nuovi consumatori. Gli immigrati. In Italia quelli regolari sono oltre 4 milioni e producono il 9 % del Pil italiano.</p>
<p>Una forza silenziosa ma presenza, la loro, che spinge l’economia e crea nuovi servizi. Per raggiungere questo target variegato le aziende hanno studiato e offerto nuovi prodotti supportati da vere e proprie strategie di comunicazione. Le prime a usare l’<a href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/etnomarketing.php">etnomarketing</a>, inteso come marketing diretto esclusivamente agli immigrati, sono state le banche, le assicurazioni, le compagnie telefoniche.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per uscire dalla crisi, per accrescere il fatturato, le aziende  vanno alla ricerca di nuovi consumatori. Gli immigrati. In Italia quelli regolari sono oltre 4 milioni e producono il 9 % del Pil italiano.</p>
<p>Una forza silenziosa ma presenza, la loro, che spinge l’economia e crea nuovi servizi. Per raggiungere questo target variegato le aziende hanno studiato e offerto nuovi prodotti supportati da vere e proprie strategie di comunicazione. Le prime a usare l’<a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/etnomarketing.php"><strong>etnomarketing</strong></a>, inteso come marketing diretto esclusivamente agli immigrati, sono state le banche, le assicurazioni, le compagnie telefoniche.</p>
<p>In un secondo momento è arrivato anche il comparto dell’arredamento proponendo soluzioni arredo pubblicizzate in ben 15 lingue. Non è mancata nemmeno la fortuna.</p>
<p>Infatti, proprio la più grande agenzia di scommesse italiana, la Sisal, ha promosso una campagna in diverse lingue per il nuovo gioco WinforLife. BancoPosta e MoneyGram si aggiudicano una buona fetta del mercato straniero permettendo invio e risparmio di denaro.</p>
<p>A spiegare meglio questo fenomeno, ancora non esploso in Italia ma di consuetudine all’estero, c’è il libro di <em>Cross Generation Marketing</em> di Enzo Mario Napolitano che spiega meglio dinamiche dell’ingresso dei nuovi consumatori.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Il marketing e il direttore senza formaggio</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/marketing-direttore.php</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 14:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa è la storia del <strong>marketing e del direttore senza formaggio</strong>.</p>
<p>Ci sono situazioni che ancora mi stupiscono, fortunatamente. E ci sono persone che sono incredibilmente diverse le une dalle altre. E' il bello dell'essere umano, non trovi? Ma quello che ho visto e ascoltato questa settimana è stato fantastico e mi ha fornito l'energia per capire che abbiamo tantissime cose da fare, tanti clienti da conoscere, tanto nuovo fatturato da cogliere e che, rovescio della medaglia ci saranno molte aziende destinate alla chiusura. Il cambiamento è un momento fantastico e chi lo coglie sarà davvero felice. Ragazzi c'è spazio per tutti anche perchè le aziende più grandi sono ferme. I direttori marketing sono spaesati e non sanno più dove trovare il deposito di formaggio! Per chi sta fermo come Tentenna  rimarranno solo le briciole!</p>
<p>Ti sembra un discorso senza senso? Forse non hai mai lettto un libricino che si chiama <a href="http://www.google.it/#hl=it&#38;source=hp&#38;q=chi+ha+spostato+il+mio+formaggio&#38;btnG=Cerca+con+Google&#38;meta=&#38;aq=0&#38;oq=chi+ha+spostato+il+mi&#38;fp=7e81baf4a3cc6c7d" target="_blank">CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO</a>. Se non lo hai mai letto di consiglio di acquistarlo subito. In questo momento! Vai, cosa aspetti compralo online... poi torna qui e ascolta questa storia e immagina dove andremo a finire se sti uomini marketing non si adeguono...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia del <strong>marketing e del direttore senza formaggio</strong>.</p>
<p>Ci sono situazioni che ancora mi stupiscono, fortunatamente. E ci sono persone che sono incredibilmente diverse le une dalle altre. E&#8217; il bello dell&#8217;essere umano, non trovi? Ma quello che ho visto e ascoltato questa settimana è stato fantastico e mi ha fornito l&#8217;energia per capire che abbiamo tantissime cose da fare, tanti clienti da conoscere, tanto nuovo fatturato da cogliere e che, rovescio della medaglia ci saranno molte aziende destinate alla chiusura. Il cambiamento è un momento fantastico e chi lo coglie sarà davvero felice. Ragazzi c&#8217;è spazio per tutti anche perchè le aziende più grandi sono ferme. I direttori marketing sono spaesati e non sanno più dove trovare il deposito di formaggio! Per chi sta fermo come Tentenna  rimarranno solo le briciole!</p>
<p>Ti sembra un discorso senza senso? Forse non hai mai lettto un libricino che si chiama <a href="http://www.google.it/#hl=it&amp;source=hp&amp;q=chi+ha+spostato+il+mio+formaggio&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=&amp;aq=0&amp;oq=chi+ha+spostato+il+mi&amp;fp=7e81baf4a3cc6c7d" target="_blank">CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO</a>. Se non lo hai mai letto di consiglio di acquistarlo subito. In questo momento! Vai, cosa aspetti compralo online&#8230; poi torna qui e ascolta questa storia e immagina dove andremo a finire se sti uomini marketing non si adeguono&#8230;</p>
<p>*******************************************************************************************************************************<br class="spacer_" /></p>
<p><strong>IL FATTO: </strong>riunione di lavoro, azienda molto importante e conosciuta, fatturato (un tempo) alto molto alto, sono presenti i vertici aziendali, il consulente marketing e il consulente web marketing (il sottoscritto). <br /> <strong>LA SITUAZIONE ECONOMICA</strong>:  il fatturato dello scorso anno è calato del 40% . E&#8217; chiaramente il momento di sedersi ad un tavolo e decidere quali strategie applicare per modificare la situazione. Con un calo di fatturato del 40% sicuramente Spencer Johnson direbbe: -&#8221;Ehi ragazzo qualcuno ha spostato il tuo formaggio, hai capito che la vecchia riserva di gruviera non c&#8217;è più? Cosa fai Tentenna neghi il cambiamento e resisti con l&#8217;immobilismo aziendale?&#8221; Ma&#8230;</p>
<p><strong>LA FRASE CHE NON DIMENTICHERO&#8217; MAI</strong>: il direttore marketing (nonchè ai vertici dell&#8217;azienda per parentele che non racconto) dice ai presenti: -&#8221;per internet al momento non abbiamo tempo, dovo fare aumentare le vendite!&#8221;</p>
<p><strong>COMMENTO</strong>: Bè che il mondo sia cambiato questo lo abbiamo visto. Che i vertici aziendali del marketing e i vari direttori con la poltrona in pelle umana siano spaventati, lo sappiamo. Che il fatturato cala (ma non per tutti) è una notizia tristemente nota. Ma cosa fanno alcuni? NEGANO IL CAMBIAMENTO.  Pensano che internet sia un gioco!! Conosco aziende che investono 2 milioni di Euro online, con aumenti tendenziali di fatturato impensabili in questo momento di crisi. Cosa rispondere ad una frase del genere? Cosa pensare? Consa consigliare? Nulla.</p>
<p>E infatti è stata una delle pochissime riunioni nelle quali non ho parlato, ed io ti assicuro, sono uno che parla &#8230; anche troppo!<br /> Spesso il silenzio è assordante. Mai frase fu più azzeccata.</p>
<p><strong>IL CAMBIAMENTO</strong>: Nel 1999 Spencer Johnson parlava di cambiamento in un libricino in cui 4 personaggi Nasofino, Trottolino, Tentenna e Ridolino affrontano il tema del cambiamento. <img class="size-full wp-image-147 alignright" title="chihaspostatoilmioformaggio" src="http://www.marketinginformatico.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/chihaspostatoilmioformaggio.gif" alt="chi ha spostato il mio formaggio" width="132" height="180" />Molti altri marketers lo continuano a scrivere in tutto il mondo  ma pochi in Italia hanno forse l&#8217;abitudine a leggere. Forse sono troppo impegnati a lavorare? O forse preferiscono ai libri i giornali di colore rosa? O forse preferiscono i programmi culturali del tipo Grande Fratello?</p>
<p><strong>ALCUNI DATI</strong>: Il 4 febbraio Facebook ha festeggiato il suo compleanno: 6 anni di vita e 400 milioni di persone che lo utilizzano nel mondo, Twitter è il media più innovativo del mondo e con i suoi 160 caratteri di testo ha contribuito a fare vincere ad Obama le elezioni presidenziali ed è usato dai dissidenti Iraniani per comunicare all&#8217;estero, un certo Netlog (fortunatamente sconosciuto ai più) è il luogo virtuale  in cui i ragazzini italiani ed europei fuggono tutti giorni grazie al PC presente nelle loro camerette, mia figlia, tre anni &#8211; ripeto tre anni- quando torno a casa la sera mi chiede di accendere YOU TUBE per guardare i cartoni animati ( lei già odia la televisione).</p>
<p><strong>I MEDIA TRADIZIONALI SONO FRITTI</strong>: secondo quanto dice l&#8217; Osservatorio New Tv &amp; Media della School of Management del Politecnico di Milano<strong> nel 2009 </strong>c&#8217;è stata una contrazione del mercato dei media di circa 1,5 miliardi.  A subire gli effetti della crisi pubblicitaria è nello specifico la tv analogica, &#8211; 10%.  Investimenti  pubblicitari in quotidiani e periodici -20% circa, radio -14%.</p>
<p>Che dire forse&#8230; QUALCOSA E&#8217; CAMBIATO! E non parlo del film con Jack Nicholson!</p>
<p>Massimo Tegon Dir. Marketing <br /> Marketing Informatico srl</p>
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		<title>Marketing e Società</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/marketing-societa.php</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 14:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell'ultimo post abbiamo parlato del <a href="../../marketingnews/chaotics-marketing.php">chaotics marketing</a>. E del fatto che dovremmo essere sempre preparati ad affrontare le turbolenze. Sì è verissimo. Tuttavia c'è un altro fattore importantissimo da tenere in considerazione quando ci occupiamo di vendita e marketing.</p>
<p>Che si tratti di web o di marketing tradizionale sono sempre più convinto che il fattore più importante, all'interno delle aziende, siamo noi: le persone. Ogni giorno le imprese e i marketers di tutto il mondo investono soldi e tempo nel cercare di accapparrarsi nuovi clienti: campagne pubblicitarie, campagne promozionali, tessere fedeltà e qualsiasi diavoleria ti possa venire in mente pur di accapparrarti nuovi clienti. Peccato però che il marketing non sia una questione di prodotti ma sia una questione di percezioni e quindi di uomini. Qual'è la percezione che il cliente potenziale ha nel momento in cui entra in contatto con l'azienda? E quale tipo di sensazione trasmettono gli uomini che rappresentano un'azienda ai clienti acquisiti?</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo post abbiamo parlato del <a href="http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/chaotics-marketing.php">chaotics marketing</a>. E del fatto che dovremmo essere sempre preparati ad affrontare le turbolenze. Sì è verissimo. Tuttavia c&#8217;è un altro fattore importantissimo da tenere in considerazione quando ci occupiamo di vendita e <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/web-marketing/marketing-informatico.php">marketing</a>.</p>
<p>Che si tratti di web o di marketing tradizionale sono sempre più convinto che il fattore più importante, all&#8217;interno delle aziende, siamo noi: le persone. Ogni giorno le imprese e i marketers di tutto il mondo investono soldi e tempo nel cercare di accapparrarsi nuovi clienti: campagne pubblicitarie, campagne promozionali, tessere fedeltà e qualsiasi diavoleria ti possa venire in mente pur di accaparrarti nuovi clienti. Peccato però che il marketing non sia una questione di prodotti ma sia una questione di percezioni e quindi di uomini. Qual&#8217;è la percezione che il cliente potenziale ha nel momento in cui entra in contatto con l&#8217;azienda? E quale tipo di sensazione trasmettono gli uomini che rappresentano un&#8217;azienda ai clienti acquisiti?</p>
<p>Prendo spunto da un episodio al quale ho assistito. Tutti vediamo lo sforzo economico per procurarsi nuovi clienti ad opera di un impresa come Sky. <a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/realizzazione-sito/promozione-sito-web.php">Promozioni</a>, promozioni promozioni e pubblicità pubblicità pubblicità. Di tutti i tipi: dal tele marketing alla presenza &#8220;fisica&#8221; nei centri commerciali dalla pubblicità in tv a praticamente tutto&#8230;</p>
<p>Qual&#8217;è tuttavia la variabile che Sky non riesce a controllare? Gli uomini! Già i venditori che ti martellano appena entri nel supermercato senza nemmeno chiederti se sei già un loro cliente ai tecnici esterni che si recano dal cliente acquisito e sono deputati al montaggio della famosa parabola. Quanto ho visto mi è piaciuto poco! Senza entrare nel dettaglio e nel merito dell&#8217;episodio il modo di fare, di risolvere, il comportamento di queste persone che in quel momento rappresentano l&#8217;azienda è fondamentale.</p>
<p>Per noi tutti che non abbiamo la forza economica di un&#8217;impresa come Sky, comunque, vorrei ricordare che l&#8217;investimento nelle risorse umane viene prima del marketing, che la formazione delle persone viene prima del prodotto, che la variabile fondamentale nella vendita è rappresentata da chi rappresenta l&#8217;azienda ovvero le persone.</p>
<p>Con il web marketing siamo in grado di portarti quanti clienti potenziali vuoi, siamo in grado di realizzare fantastici strumenti di fidelizzazione, abbiamo l&#8217;opportunità di diffondere informazioni di qualsiasi tipo per vendere prodotti e aumentare i tuoi fatturati. L&#8217;unica cosa che non possiamo fare con il web marketing è entrare nella testa di chi è a capo dell&#8217;azienda per fargli capire che, anche per risondere ad una mail, ci vuole una certa professionalità e che oggi, in un mondo sempre più competitivo e turbolente la differenza la fanno ancora le persone.</p>
<p>Strano a dirsi per uno come me che vive di tecnologia ed è abituato a ragionare come gli algoritmi di Google o le funzioni di un e-commerce. Lo so sembra strano a dirsi, tuttavia, prima di investire nel posizionamento nei motori di ricerca o nella realizzazione del nuovo sito web sarebbe meglio investire nelle persone.</p>
<p>[di Massimo Tegon Dir. Marketing di Marketing Informatico]</p>
<p> </p>
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		<item>
		<title>Il Chaotics Marketing e il web 2.0</title>
		<link>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/chaotics-marketing.php</link>
		<comments>http://www.marketinginformatico.it/marketingnews/chaotics-marketing.php#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prendendo spunto dalle ultime riflessioni Marketing che Philip Kotler e John Caslione propongono nel loro libro<a class="linkt" href="http://www.chaoticsstrategies.com/"> <strong>Chaotics Strategies</strong> </a>(Sperling &#38; Kupfer) ho fatto una piccola indagine nella mia cerchia di amici imprenditori e professionisti.</p>
<p>Mentre il 10% delle aziende locali nel corso del 2009 ha chiuso o è sull'orlo del baratro, chi come noi, è in continua evoluzione e proiettato al cambiamento continuo è cresciuto. Guardando il trend di sviluppo a tre cifre, per Marketing Informatico il 2009 è stato il miglior anno, da sempre!</p>
<p>Come abbiamo fatto? Seguendo il consiglio di un certo Dante... (continua a leggere ci arrivo subito). Kotler e Caslione nel loro libro, che ti consiglio di acquistare, pongono le basi per conoscere meglio l'era della turbolenza e consigliano il lettore nella gestione dell'impresa e nel marketing del futuro.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto dalle ultime riflessioni Marketing che Philip Kotler e John Caslione propongono nel loro libro <strong><a class="linkt" href="http://www.chaoticsstrategies.com/">Chaotics</a> Strategies</strong> (Sperling &amp; Kupfer) ho fatto una piccola indagine nella mia cerchia di amici imprenditori e professionisti.</p>
<p>Mentre il 10% delle aziende locali nel corso del 2009 ha chiuso o è sull&#8217;orlo del baratro, chi come noi, è in continua evoluzione e proiettato al cambiamento continuo è cresciuto. Infatti guardando il trend di sviluppo a tre cifre, per Marketing Informatico, il 2009 è stato il miglior anno, da sempre!</p>
<p>Come abbiamo fatto? Seguendo il consiglio di un certo Dante&#8230; (continua a leggere &#8230; ci arrivo subito).</p>
<p>Kotler e Caslione nel loro libro, che ti consiglio di acquistare, pongono le basi per conoscere meglio l&#8217;era della turbolenza e consigliano il lettore nella gestione dell&#8217;impresa e nel marketing del futuro.</p>
<p>Innovazione, continui cambiamenti, virate, turbolenze sono le nuove “keyword” dei marketers del futuro. Chi non si adegua è condannato a soffrire. La nostra ricetta semplificata ricorre a due direttrici: fidelizzazione continua e new business alla massima potenza. Ecco alcuni spunti: iniziare a selezionare i clienti migliori, trasformare il cliente in partner, costruire relazioni di lungo periodo, da un lato. Dall&#8217;altro cercare continuamente nuovi clienti potenziali facendosi trovare, utilizzando come media preferenziale il web.</p>
<p>Tutti noi siamo clienti di qualcuno e tutti noi preferiamo comperare. In rarissime occasioni qualche sirena è in grado di persuaderci. L&#8217;era della televisione, come strumento di comunicazione di massa, è finita. Per questo motivo il fornitore potenziale dovrà farsi trovare nel momento in cui io, cliente potenziale, ho la necessità di acquistare o nel momento in cui io, cliente potenziale, sto cercando informazioni. Quel luogo, in tutto il mondo, domani si chiamerà ….oggi si chiama internet.</p>
<p><a class="linkt" href="http://www.marketinginformatico.it/web-marketing/lezioni-gratuite/web-site-marketing-strategies.php"><strong>Marketing Strategies</strong></a>: farsi trovare, diffondere informazioni corrette, sapere ascoltare e rispondere alle domande ci permette di crescere e di mantenere i nostri clienti. Questa è la ricetta semplificata: attivare i 5 sensi del marketing!</p>
<p>Fare business non significa andare in guerra, come si credeva un tempo, fare business significa costruire relazioni, offrire prodotti e servizi elevati a prezzi accessibili, costruire delle differenze rispetto ai concorrenti, basta con i prodotti mee too tutti copiati e in serie, è necessario “fare ruggire la propria mucca viola”, costruire oceani blu, capire che qualcuno ha veramente spostato il mio formaggio.</p>
<p>Come dicevo qualche riga fa la nostra ricetta migliore è stata quella proposta da un tale Dante Alighieri che qualche centinaio di anni fa scriveva: “chi si ferma è perduto mille anni ogni minuto” e mai come oggi una frase potrebbe essere così azzeccata.</p>
<p>Se il mondo cambia e tu stai fermo è normale che gli affari crollino! Mai e poi mai potrei pensare di mettere su un business per costruire telex al giorno d&#8217;oggi. I più giovani non lo ricorderanno ma il telex è il papà del fax o il nonno delle mail! Eppure c&#8217;è qualcuno che ritiene che ciò che funzionava un tempo continuerà a farlo anche un domani.</p>
<p>Bè ognuno di noi può credere a qualsiasi cosa, lungi da me utilizzare tecniche di persuasione per farti cambiare idea. Fatto sta che nel regno della turbolenza il mondo continuerà a mutare: ogni giorno una notizia scuote i mercati. Cosa possiamo fare?</p>
<p>Prendere saldamente il timone della propria attività e imparare a muoverci sulle onde più alte del mondo&#8230; Imparare a virare per evitare di prendere le onde dal fianco oggi è come dire fondamentale!</p>
<p>Caro collega, benvenuto nel mondo del cambiamento: l&#8217;era della turbolenza è appena iniziata!</p>
<p>Che il Chaotics Marketing sia con te!</p>
<p>[di Massimo Tegon Dir. Marketing di Marketing Informatico]</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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